Pompei: Bondi assolve se stesso, Tremonti e le Sovrintendenze. Responsabilità a carico di ignoti?

Pubblicato il 10 Novembre 2010 14:25 | Ultimo aggiornamento: 10 Novembre 2010 14:33
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Sandro Bondi

Il ministro Bondi non si dimette. “Se fossi il responsabile rassegnerei l’incarico, ma non è questo il caso”. Chiamato a rispondere del crollo della Casa dei Gladiatori a Pompei, il titolare dei Beni Culturali difende appassionatamente il suo operato di fronte alla Camera dei Deputati. Non è sua la colpa: ma, visto che il crollo c’è stato, ed era ampiamente previsto, a chi addossare la responsabilità?

E’ colpa di  Tremonti, che pure, a causa del taglio dei fondi, era stato indicato come mandante morale del disastro archeologico? No: Bondi snocciola le cifre e si scopre che i soldi ci sono, anno per anno sono state accumulate giacenze milionarie.

E’ colpa delle sovrintendenze? No: per Bondi svolgono un compito di straordinario profilo culturale. Non sono però troppo abili nel gestire le risorse. Bisogna coinvolgere gli enti locali e assumersi tutti insieme (anche l’opposizione) le responsabilità del caso, sostiene Bondi, ora che un pezzo di patrimonio dell’umanità si è polverizzato.

Ricapitolando: Bondi si dichiara non colpevole e scagiona contestualmente il ministro dell’Economia e le Sovrintendenze. Sarà mica ancora colpa del vulcano?