Portobuffolè (Pordenone). Delusione d’amore, 42enne si impicca nell’azienda in cui lavorava

Giulia Cerasi*
Pubblicato il 17 Novembre 2010 16:27 | Ultimo aggiornamento: 17 Novembre 2010 16:27

Una delusione d’amore finita in tragedia. La triste storia arriva da Ghirano, una frazione del comune di Prata di Pordenone, dove Rudi De Marchi, 42 anni il prossimo 23 dicembre, si è impiccato nella notte tra lunedì e martedì dopo aver passato una serata a giocare a carte. All’origine del gesto, probabilmente, una storia d’amore dal finale amaro e mai superata.

E’ la notte tra lunedì e martedì, Rudi passa la serata a giocare a carte in un’enoteca di Ghirano insieme al titolare. Finita la partita, saluta e se ne va. Ormai è notte fonda e un metronotte della P. M. C., l’azienda per la quale la vittima lavorava a Portobuffolè, nota qualcosa di strano; una porta aperta, una luce accesa. Sul portone il cadavere di Rudi che si è impiccato con una sciarpa.

Un gesto disperato quanto inaspettato da un uomo che era molto conosciuto e stimato nella zona. “Da ragazzi – ha ricordato il sindaco di Portobuffolè Diego De Marchi al Gazzettino – abbiamo giocato assieme a pallone. Aveva un carattere solare, vivace. Sono addolorato, non avrei mai immaginato un gesto del genere”.

Attoniti anche i suoi colleghi di lavoro: “Non abbiamo parole – hanno detto alla P.M.C. – era un dipendente di fiducia, il responsabile della verniciatura. Aveva le chiavi, ecco perché è potuto entrare. Una persona vivace, socievole, a noi non aveva manifestato segnali di depressione o preoccupazione”.

Sposato ma separato molto tempo fa, Rudi De Marchi lascia una bambina di dieci anni. Apprezzato e uomo di fiducia del titolare della ditta in cui lavorava, il 41enne non sembrava avere problemi economici né questioni di altro genere: è per questo che i carabinieri che indagano sull’accaduto, seguono la pista di una storia sentimentale finita male.

*Scuola di Giornalismo Luiss