Prostitute schiave a Messina: all’asta la verginità di una minorenne

Pubblicato il 9 Febbraio 2011 15:26 | Ultimo aggiornamento: 9 Febbraio 2011 15:26

MESSINA – I romeni arrestati nella mattinata di mercoledì 9 febbraio nell’operazione anti-prostituzione denominata ”Bani Bani”, avevano indetto anche un’asta per vendere la verginità di una minorenne, offrendola al miglior offerente su un sito internet.

Le proposte arrivate andavano da ottocento a seimila euro. Le giovani romene venivano condotte in Italia, spesso con l’inganno, e avviate alla prostituzione dagli sfruttatori che pagavano per acquisire la loro ”proprieta”’ delle ragazze, private dei guadagni e sottoposte a pestaggi. Le ragazze spesso venivano stuprate e indotte ad abortire.

Alcune prostitute hanno tentato di ribellarsi e di darsi alla fuga: in quattro casi sono riuscite ad allontanarsi dai loro aguzzini e hanno fornito agli inquirenti preziose informazioni da cui sono scaturite le indagini.

Il sindaco di Messina, Giuseppe Buzzanca, ha ricordato che da tempo aveva adottato un’ordinanza che prevedeva tolleranza zero sul fenomeno della prostituzione. ”Insieme alla questura – ha detto – abbiamo lavorato in sinergia”.