Grecia, Venezuela, Danimarca, Finlandia, Albania: bombe alle ambasciate, solo una è vera

Pubblicato il 27 Dicembre 2010 15:21 | Ultimo aggiornamento: 27 Dicembre 2010 17:37

Un pacco bomba vero, tanti falsi. Si sono moltiplicate a Roma le segnalazioni di pacchi bomba situati davanti alle ambasciate. Gli ultimi sos sono stati lanciati relativamente alle sedi diplomatiche di Egitto, Slovenia, di Finlandia (alla Passeggiata del Gianicolo) e Albania (in via Asmara), ma in tutti e quattro i casi si è trattato di falsi allarmi.

Precedentemente un altro pacco era stato trovato davanti all’ambasciata greca, in via Gioacchino Rossini. E’ stato necessario il disinnesco perché il pacco infatti poteva esplodere.

Il 27 dicembre due sospetti pacchi erano stati recapitati anche di fronte a quella del Venezuela in via Tartaglia. Dopo la segnalazione le forze dell’ordine hanno però già verificato che si è trattato di un falso allarme, dato che si trattava di un semplice biglietto di auguri.

In mattinata intanto i carabinieri avevano già verificato un falso allarme all’ambasciata del Principato di Monaco, in Via Saverio Mercadante. Anche da lì era stato segnalato un pacco sospetto, dentro al quale c’era invece una semplice agenda.

Infine, anche davanti all’ambasciata di Danimarca era stato segnalato un pacco esplosivo: anche qui però si è trattato di un falso allarme.

Per gli inquirenti, il pacco bomba di oggi e quello rivendicati da un gruppo anarchico esplosi presso l’ambasciata svizzera e quella cilena nella settimana scorsa e che hanno provocato il ferimento di due persone, sono riconducibili alla stessa mano.

L’ordigno disinnescato dagli artificieri è infatti “simile per confezione ed assemblaggio”  a quelli esplosi il 23 dicembre scorso.

Il pacco bomba era costituito da una busta gialla, di quelle utilizzate per imballare oggetti fragili, contenente un porta cd con un innesco a strappo. Al momento nessuna rivendicazione è stata fatta, ma l’ambasciata greca era stata nominata nella rivendicazione del Fai, Federazione Anarchica Informale, che ha rivendicato il ritrovamento dei primi ordigni, avvenuto il 23 dicembre scorso.