Roma come Genova: assalti mirati, guerriglia costante. I Black bloc sono tornati

Pubblicato il 14 Dicembre 2010 17:24 | Ultimo aggiornamento: 14 Dicembre 2010 17:26

Roma come Genova. A 9 anni di distanza dalle manifestazioni contro il G8 nel capoluogo ligure, anche la capitale ha conosciuto l’incubo chiamato Black bloc. I violenti manifestanti “di nero vestiti” si sono materializzati durante i cortei organizzati il 14 dicembre. Originariamente le strade e le piazze romane dovevano essere occupate da studenti, operai, terremotati aquilani e gli abitanti del Vesuviano che si oppongono alle discariche di Terzigno.

Ben presto, però, la protesta ha cominciato a prendere un’altra piega e si è vista la “mano” dei black bloc. La violenza si è destrutturata in tanti piccoli focolai di guerrigliache hanno destabilizzato anche le forze dell’ordine: impossibile prevedere da dove sarebbero arrivati gli attacchi, difficile bloccare i responsabili dei disordini. Come al solito, infatti, i black bloc hanno approfittato della folla oceanica per mescolarsi ai manifestanti più pacifici e far perdere più facilmente le proprie tracce.

I “neri” erano pochi, ma ben organizzati, tanto da far saltare i servizi d’ordine approntati dai manifestanti “regolari”. Gli unici che hanno provato a tenere in mano le redini della situazione sono stati i metalmeccanici, ma ben presto il servizio d’ordine della Fiom ha perso il controllo della piazza. Anche per loro, così come per Polizia e Carabinieri, era troppo difficile prevedere le mosse di queste schegge impazzite.

E alla fine, ancora una volta, forse, l’hanno avuta vinta loro: tanti i fermati tra gli studenti, ma è difficile che tra questi ci siano i black bloc. Stesse strategia e stesso risultato di 9 anni fa.