Rotiferi, microrganismi ibernati da 24.000 nel permafrost Artico: vivono azzerando il metabolismo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 Giugno 2021 10:17 | Ultimo aggiornamento: 9 Giugno 2021 10:17
Rotiferi, microrganismi ibernati da 24.000 nel permafrost Artico: vivono azzerando il metabolismo

Rotiferi, microrganismi ibernati da 24.000 nel permafrost Artico: vivono azzerando il metabolismo FOTO ANSA

Scovati nei ghiacci dell’Artico, nel permafrost, microrganismi ibernati da 24.000 anni: appartengono ai rotiferi, un gruppo tassonomico di animali microscopici di lunghezza compresa tra 0,1 e 0,5 millimetri. Comuni nelle acque dolci di tutto il mondo. La scoperta è frutto dello studio internazionale pubblicato sulla rivista Current Biology. Coordinato da Stas Malavin, dell’Istituto russo di ricerca fisiochimica e biologica nella scienza del suolo.

Come hanno sopravvissuto i rotiferi

Individuati nei terreni ghiacciati del permafrost siberiano, grazie a perforazioni in regioni remote, i microrganismi sono caratterizzati da una notevole resistenza, Sono, cioè, capaci di sopravvivere a temperature estreme, con livelli bassi di ossigeno e scarsi nutrienti. La loro età è stata ricostruita grazie a tecniche di datazione basate sui tempi di decadimento del carbonio radioattivo.

Si tratta della prova, osserva Malavin, “che questi animali pluricellulari possono resistere anche decine di migliaia di anni in criptobiosi, ossia una condizione nella quale il metabolismo è quasi assente”. E’ una condizione nella quale entrano alcuni organismi semplici in risposta a condizioni ambientali avverse, come il freddo estremo e la mancanza di ossigeno. Probabilmente, concludono i ricercatori, in casi come questi entra in gioco un sistema che protegge le cellule, impedendo la formazione di cristalli di ghiaccio.

Come si riproducono i rotiferi

n alcune specie i maschi sono di ridotte dimensioni e in alcune sono scomparsi: in questi casi la riproduzione avviene unicamente per partenogenesi. In alcune specie la riproduzione è principalmente partenogenetica ma ogni tanto producono maschi di dimensioni ridotte. Spesso neppure in grado di nutrirsi, e unicamente adibiti alla fecondazione. In queste specie gli zigoti ottenuti da fecondazione costituiscono forme di resistenza nei periodi di essiccamento dei corpi idrici che abitano. Essi riprendono lo sviluppo al ripristino delle condizioni adatte alla sopravvivenza.

Nei rotiferi, come in alcuni crostacei (cladoceri, ostracodi), si realizza un’alternanza irregolare, non ciclica, tra generazioni anfigoniche e generazioni partenogenetiche. In particolare i rotiferi presentano un ciclo biologico molto complesso in risposta al loro adattamento ad ambienti che variano nel tempo (acque astatiche, ecc.)