Russia, pioggia meteoriti. Fenomeno sottovalutato: “Monitorati meno dell’1%”

di Veronica Nicosia
Pubblicato il 15 Febbraio 2013 12:03 | Ultimo aggiornamento: 15 Febbraio 2013 12:06
Russia, pioggia meteoriti da piccolo asteroide: "Nessuno l'ha visto arrivare"

Russia, pioggia meteoriti da piccolo asteroide: “Nessuno l’ha visto arrivare”

ROMA –  Si chiamano Nea, Near earth asteroids, cioè asteroidi che sfiorano la Terra, sono oltre 9mila e vengono costantemente monitorati. Ma l‘asteroide che ha causato lo sciame di meteoriti caduto il 15 febbraio sugli Urali, in Russia, è talmente piccolo da non essere nemmeno monitorato. Eppure ha causato quasi 500 feriti, esplosioni e danni in 6 città. Andrea Milani, dell’università di Pisa, spiega che di asteroidi come quello caduto in Russia ne conosciamo “meno dell’1%”.

Gli astronomi guardano i Nea, si concentrano sugli asteroidi grande e potenzialmente pericolosi, come i Pha. Ma poi si sottovalutano quelli piccoli, ugualmente pericolosi e distruttivi. “Nessuno l’ha visto arrivare”, spiega l’esperto. Per questo sarebbe necessario un sistema di monitoraggio che si concentri non solo sui Nea, ma anche su asteroidi più piccoli, ed una rete di allerta, perché la popolazione non sia colta di sorpresa come quella russa la mattina del 15 febbraio.

METEORITI IN RUSSIA – La pioggia di meteoriti in Russia, nonostante abbia causato danni in 6 città e quasi 500 feriti, è quindi solo un “piccolo” esempio della potenza distruttiva che un asteroide potrebbe avere. Un asteroide molto piccolo ha causato questo sciame distruttivo che con 2012 DA14 non ha nulla a che fare, assicura Andrea Milani dell’università di Pisa responsabile del gruppo di ricerca NeoDyS, specializzato nel calcolare le orbite degli asteroidi

Un asteroide che nessuno aveva visto arrivare, perché non classificato nei Nea e quindi non monitorato. Milani spiega che  di oggetti come questo asteroide, tanto piccolo da non essere visto ma ugualmente pericoloso, “attualmente non ne conosciamo nemmeno l’1%”.

ASTEROIDI PERICOLOSI – Tra  i Nea esistono poi i “sorvegliati speciali” Pha, asteroidi potenzialmente pericolosi. Enormi massi con diametri superiori ai 100 metri che passano ad una distanza inferiore ai 7,5 chilometri dalla Terra. Una distanza al di sotto di quella di sicurezza e dunque più a rischio impatto degli altri.

I Pha osservati dagli scienziati sono 1300, ma tra questi non lasteroide 2012 DA14anche se l’asteroide passerà a 27650 chilometri dal nostro pianeta la sera del 15 febbraio, le sue dimensioni non sono “preoccupanti”. L’asteroide infatti ha un diametro di 45 metri, ma l’effetto di un suo ipotetico impatto non sarebbe privo di rischi.

Se 2012 DA14 cadesse sulla Terra rilascerebbe un’energia di 2,5 megaton, una potenza distruttiva che è 170 volte superiore a quella della bomba atomica caduta su Hiroschima. 

EVENTO TUNGUSKA – Un confronto potrebbe essere fatto con il cosiddetto “Evento di Tunguska“. Oltre 1200 chilometri quadrati di foresta in Siberia vennero distrutti nel 1908 da un asteroide che esplose a 5-10 chilometri di altezza nell’atmosfera. Una potenza distruttiva scatenata da un asteroide del diametro tra i 30 e 40 metri, ben più piccolo di 2012 DA14, come stimato recentemente dalla Nasa.

Anche Milani ha poi parlato dell’asteroide 2012 DA14: “La scoperta di 2012 DA14 è stata del tutto casuale. Abbiamo avuto la fortuna di scoprirlo, ma è stata una scoperta al limite delle possibilità offerte dagli strumenti oggi disponibili”.

Il pericolo dell’impatto di asteroidi dunque non va sottovalutato, e questo lo conferma anche Milani: “E’ necessario un sistema di sorveglianza e di allerta per evitare di essere colti di sorpresa”.