Sonda persa, la Russia accusa: “Phobos-Grunt sabotata dagli Usa”

Pubblicato il 29 Novembre 2011 12:34 | Ultimo aggiornamento: 29 Novembre 2011 12:34

La sonda Phobos-Grunt

ROMA – La stazione radio sperimentale americana a Gakona, in Alaska, avrebbe sabotato la sonda russa Phobos-Grunt. Le accuse arrivano dal tenente generale russo Nikolay Rodoniov, a comando del sistema si allerta russo nella rete di difesa da attacchi di missili balistici. Le radio antenne del programma Haarp, High Frequency Active Auroral Research Program, avrebbero interferito con la sonda bloccata da due settimane intorno alla Terra. Phobos-Grunt avrebbe dovuto iniziare il suo viaggio verso Phobos, la luna di Marte, ma dopo essere rimasta nell’orbita terrestre i ricercatori russi hanno perso ogni contatto con la sonda. Rodionov ora pensa al sabotaggio, alludendo che Haarp non studi la ionosfera e le telecomunicazioni terrestri, ma sia una nuova arma in grado di generare terremoti ed altri cataclismi sul pianeta.

I ricercatori russi non sono in grado di stabilire se i problemi della sonda siano dovuti a difetti nel software o nell’hardware, poiché le comunicazioni sono interrotte dall’8 novembre scorso, giorno del lancio.  Se il problema riguardasse il solo software la missione sarebbe recuperabile, ma per ora non c’è modo di avere una risposta.

Una speranza era giunta il 23 novembre, quando le antenne Esa a Perth, in Australia, erano riuscite a comunicare con Phobos-Grunt. I dati ricevuti erano stati comunicati al centro di controllo di Mosca ed ai costruttori della sonda della Lavochkin, ma sono risultati illeggibili e danneggiati, a causa dell’incompatibilità tra i sistemi dell’Esa ed il sistema russo.

Il tenente generale Rodionov è invece convinto che “le potenti radiazioni elettromagnetiche emesse da questa stazione – la stazione di Gakona – possono aver danneggiato il sistema di controllo della sonda interplanetaria”. Le radio antenne del programma Haarp servirebbero a realizzare una superbomba elettromagnetica in grado di innescare disastri naturali su scala planetaria. Un’ipotesi di complotto di cui non esistono prove.

Gli ingegneri russi ora sperano di riuscire ad entrare in contatto con la sonda Phobos-Grunt e, nel caso il problema sia legato al software, riprogrammare la sonda affinché continui il suo viaggio verso Marte e la missione non sia irrimediabilmente persa. Se invece il danno riguarda l’hardware si potrà solamente attendere che la sonda di 13,5 tonnellate cada sulla Terra, probabilmente entro la fine di dicembre.