Sakineh, parla il figlio: “Mia madre è colpevole, ma non merita la lapidazione”

Pubblicato il 1 Gennaio 2011 - 17:36 OLTRE 6 MESI FA

Il figlio di Sakineh Mohammad Ashtiani, l’iraniana che rischia la lapidazione per adulterio, ha accusato oggi, 1° gennaio, la madre per l’omicidio del padre ma ha chiesto che non venga messa a morte. Sajjad Ghaderzadeh ha lanciato quest’appello durante una conferenza stampa organizzata dalle autorità giudiziarie iraniane a Tabriz, nell’Iran nord-occidentale.

“Mia madre è stata condannata alla lapidazione, ma ciò non deve avvenire. Chiedo che la pena sia commutata, questa è la mia richiesta”, ha detto il giovane ai giornalisti riuniti in un residence appartenente alle autorità giudiziarie a Tabriz, dove è imprigionata Sakineh.

”Considero mia madre e Issa Taheri (il suo presunto complice e amante, ndr) come gli assassini di mio padre e i due sono colpevoli. Ho creduto che sarebbe stata rilasciata se ci fossero state polemiche sul suo caso, ma ciò non è avvenuto”, ha anche dichiarato Sajjad.

Sakineh, 43 anni, è stata condannata a morte nel 2006 per coinvolgimento nell’omicidio del marito e alla lapidazione per adulterio. La prima pena è stata ridotta a dieci di reclusione in appello nel 2007, ma la seconda è stata confermata lo stesso anno da un’altra corte d’appello.

Nel luglio scorso la giustizia ha sospeso la condanna alla lapidazione in attesa di un nuovo esame del fascicolo. Sajjad Ghaderzadeh e l’avvocato di Sakineh, Hutan Kian, sono stati arrestati il 10 ottobre assieme a due giornalisti tedeschi che si erano recati a Tabriz, all’insaputa delle autorità iraniane, per intervistarli. Il figlio di Sakineh ha detto oggi di essere stato rilasciato su cauzione il 12 ottobre.

Il suo appello giunge mentre circolano voci secondo cui la Guida suprema iraniana, l’ayatollah Ali Khamenei, avrebbe dato il ‘nulla osta’ all’impiccagione della donna e avrebbe ”consigliato” di eseguirla nella prima settimana del 2011.

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