Salerno provincia “fragile”, il 99% dei Comuni a rischio frane o alluvioni

Pubblicato il 10 Novembre 2010 17:43 | Ultimo aggiornamento: 10 Novembre 2010 17:48

Il 99% dei comuni del Salernitano presentano aree a rischio frane o alluvioni. Era già noto il primato di Salerno come provincia più fragile nella mappa idrogeologica della Campania. Lo testimonia il dossier di Legambiente ‘Ecosistema rischio 2010′ su elaborazione dei dati del Ministero dell’Ambiente e Unione Province Italiane.

Secondo lo studio, in Campania sono 474 i comuni con aree a rischio, ossia l’86% del totale. Dopo la maglia nera di Salerno (99%), seguono Benevento (96%) e Avellino (88%). Caserta e Napoli, invece, si attestano sulle soglie di 77 e 62%. ”I fiumi hanno in generale subito una riduzione delle aree di pertinenza con la realizzazione di interventi che hanno considerato solo il cosiddetto alveo bagnato, senza tener conto delle esigenze del fiume”, spiega Giancarlo Caiazzo, responsabile scientifico di Legambiente Campania. Cementificazione, coltivazioni in serra e interventi sugli argini sono le cause principali delle esondazioni in corso.

”Il fiume Sarno soffre maggiormente di una condizione di urbanizzazione, il Tanagro di una compressione degli argini in un’area montana in cui si è registrata una forte manomissione del territorio, mentre il fiume Sele di un’agricoltura con un notevole numero di impianti serricoli”, continua Caiazzo. Uno dei fattori fondamentali, legati all’urbanizzazione e a questo tipo di coltivazione, è  la crescente impermeabilizzazione del terreno: ”L’acqua piovana, ostacolata da asfalto, cemento e dalla plastica delle serre, non si infiltra più ella terra ma viene raccolta nelle reti di drenaggio (canali, torrenti ecc.) e viene convogliata velocemente nel fiume che, arricchito da questa portata d’acqua, esonda”. Un fenomeno che provoca anche un impoverimento delle falde acquifere, che non sono piu’ arricchite dall’arrivo nel sottosuolo dell’acqua piovana, provocando il rischio della cosiddetta ingressione salina, ovvero la tendenza dell’acqua del mare a procedere dalla costa verso l’entroterra.