Sarah Scazzi. Perizia psichiatrica per lo zio “orco”? Le tre contraddizioni della confessione, secondo l’avvocato

Pubblicato il 11 Ottobre 2010 14:47 | Ultimo aggiornamento: 11 Ottobre 2010 15:00

Michele Misseri

Sono tre – secondo la difesa – le versioni ”contraddittorie, assolutamente illogiche e poco credibili” che Michele Misseri ha fornito agli inquirenti, durante gli interrogatori, durante i quali ha confessato di aver ucciso la nipote Sarah Scazzi.

Secondo il difensore, avvocato Daniele Galoppa, che ha chiesto la perizia psichiatrica nell’interrogatorio del 7 ottobre, terminato alle 4 del mattino, Misseri ha detto – scrive il legale nella richiesta di perizia psichiatrica – di ”aver strangolato senza alcun motivo la piccola Sarah con una fune utilizzata per avviare il proprio trattore agricolo”, mentre la ragazzina ”gli volgeva senza alcun motivo le spalle immediatamente dopo il suo arrivo e, stranamente, dopo aver percorso in discesa una rampa abbastanza ripida”.

Nel corso dell’interrogatorio Misseri ha ribadito più volte – prosegue il legale – ”di avere avuto in precedenza un rapporto assolutamente normale con la giovane parente”. Nel corso dell’esame sul corpo di Misseri, compiuto il 7 ottobre alle ore 13,00, l’indagato – prosegue Galoppa – ha detto ”per la prima ed unica volta di essere stato toccato ai fianchi con le mani dalla piccola Sarah”, per poi strozzare la ragazzina dopo che questa gli aveva dato le spalle.

Nell’interrogatorio di convalida del fermo dell’8 ottobre, reso davanti al gip di Taranto Martino Rosati, Misseri – sottolinea il difensore – ha ”confessato per la prima volta di aver palpeggiato la nipote, dopo che la stessa lo aveva raggiunto nel garage”. In questa circostanza l’indagato ha spiegato di aver strangolato la giovane senza più riferire di essere stato toccato ai fianchi da Sarah ma aggiungendo, ”sempre per la prima volta, di averla molestata solo qualche giorno prima della sua uccisione, il tutto, tra l’altro, condito da molti non so”.