Sarah Scazzi: strangolata con una cintura dello zio Michele. E si complica la situazione di “zia Cosima”

Pubblicato il 6 Novembre 2010 21:11 | Ultimo aggiornamento: 6 Novembre 2010 21:55

Una cintura, una semplice cintura: l’arma del delitto, l’oggetto con il quale Sarah Scazzi, quindici anni, di Avetrana, è stata uccisa, è lì, in quel mezzo metro di pelle scura. E nel frattempo sembra complicarsi la situazione di Cosima Serrano, zia della vittima.

A svelare anche il mistero è stato il reo confesso, o forse correo, o semplicemente complice, Michele Misseri. Nel corso di un sopralluogo ad Avetrana, questa mattina, nella villetta di via Deledda dove abita la famiglia Misseri (o quel che ora resta della famiglia Misseri) e poi nelle campagne intono al paese, fino al piccolo pozzo in cui, per 42 giorni, è stato nascosto il corpo di Sarah.

La cintura era nascosta nel bagagliaio della Seat Marbella di Misseri, sotto sequestra e custodita nel cortile della caserma dei carabinieri di Manduria, in provincia di Taranto.

Poi c’è la vicenda relativa a Cosima. Sempre durante il sopralluogo Misseri ha mostrato anche un altro oggetto servito per il delitto: la corda con la quale, secondo il Tg2, avrebbe calato nel pozzo il corpo di Sarah, di neppure 40 chili. La corda era nel bagagliaio di un’altra macchina, l’Opel Astra di Cosima Serrano, moglie di Michele. E questo particolare potrebbe aggravare la posizione della donna.

Ma lo “zio Michele” non si è fermato qui. Oltre alla cinta e alla corda, ha mostrato agli inquirenti l’altro oggetto mancante di quel 26 agosto, in cui Sarah è sparita, e che da allora sembrava sparito nel nulla: le chiavi di casa della ragazza. Erano nella cavità di un albero di ulivo vicino al pozzo.

Nel tardo pomeriggio i carabinieri sono andati a casa Misseri: hanno sequestrato tutte le cinture di Michele.

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