Sarah Scazzi, le preoccupazioni di zio Michele con Sabrina: “Saremo incastrati dai tabulati”

Pubblicato il 16 Novembre 2010 16:17 | Ultimo aggiornamento: 16 Novembre 2010 16:17
michele misseri

Michele Misseri

“Saremo incastrati dai tabulati”. Era questa la preoccupazione che Michele Misseri esprimeva alla figlia Sabrina dopo l’omicidio di Sarah Scazzi. Durante l’interrogatorio del 5 novembre, zio Michele ha spiegato agli inquirenti come sentisse il peso di quel segreto e del fatto che dopo il delitto nascose il cadavere della nipote. Poi, riferendosi al cellulare di Sarah, conservato all’insaputa di Sabrina, Misseri ha rivelato le sue preoccupazioni: “Io l’ho detto sempre, se escono i tabulati, come si diceva, infatti mi avete beccato a me, esce, prima o poi esce. Sabrina invece diceva: ‘Ai tabulati dai retta tu?’, eh, e vedi sono usciti…”.

Sempre durante l’interrogatorio, Michele Misseri ha detto che, subito dopo il delitto, accompagnò in auto la figlia Sabrina proprio a casa di Concetta Serrano Spagnolo, la madre di Sarah. Sulla strada “non ci siamo parlati perché io già c’avevo il nervosismo mio di quello che aveva fatto”.

Secondo Michele la figlia non si sarebbe mai interessata di quello che lui diceva ai suoi compaesani sulla scomparsa della nipote: “Interveniva solo quando c’erano i giornalisti per farsi credere”.

Secondo zio Michele infine lui e Sabrina non avrebbero concordato la linea sulle false piste da indicare: “Io dicevo sempre dentro a me, dentro me, non lo dicevo, mia moglie diceva la pista di San Pancrazio, io ho detto: ‘No, Mimì, la pista non ci sta né a San Pancrazio né a Torricella, la pista sta ad Avetrana’, quasi volevo dire ‘io sono andato a portarla nel pozzo'”.