Sarah Scazzi, le sei versioni di Michele Misseri

Pubblicato il 26 Marzo 2011 0:13 | Ultimo aggiornamento: 25 Marzo 2011 23:33

Michele Misseri

AVETRANA (TARANTO) – Ecco, in sintesi, le diverse versioni fornite da Michele Misseri agli inquirenti sull’omicidio della nipote Sarah Scazzi, compiuto il 26 agosto 2010 ad Avetrana.

6 OTTOBRE, MISSERI UNO – Michele Misseri si imbatte in Sarah che, alla ricerca della cugina Sabrina, si reca nel garage dello zio, dove lui sta sistemando il trattore. L’uomo tenta un approccio sessuale con la nipote, che respinge le avances. Michele l’aggredisce alle spalle e con una corda la strangola. Nasconde il cadavere, poi lo colloca nel bagagliaio della sua auto, si dirige nelle campagne di Avetrana, denuda la salma e si lascia andare a un rapporto sessuale completo. Depone di nuovo il cadavere in auto e, infine, lo getta in un pozzo. L’uomo non chiama mai in causa la figlia Sabrina.

15 OTTOBRE, MISSERI DUE – Sarah arriva in casa Misseri e la cugina Sabrina la trascina nel garage con la forza, avendo la stessa Sabrina ed il padre concordato di darle una lezione per intimorirla ed evitare che la ragazza diffondesse in paese la notizia delle attenzioni sessuali riservatele dallo zio, delle quali anche Sabrina era venuta a conoscenza. Mentre Sabrina tiene per le braccia la cugina, Michele Misseri avvolge una corda intorno al collo di Sarah e la strangola. Sabrina, nel momento in cui vede la cugina accasciarsi, impaurita molla la presa e si allontana. L’uomo poi fa sparire il cadavere gettandolo nel pozzo. Alcuni giorni dopo, tramite il suo legale, Michele Misseri fa sapere di voler ritrattare la precedente confessione nella parte relativa agli atti sessuali sul cadavere.

4 NOVEMBRE, MISSERI TRE – Sabrina e Sarah si incontrano per andare al mare e litigano, forse per gelosia nei riguardi di un amico comune, Ivano Russo. Sabrina trascina nel garage Sarah: la discussione degenera e lei strangola la cugina con una cintura trovata in garage. Sabrina sale a casa ed informa il padre Michele, che stava dormendo. L’uomo rassicura la figlia, che si allontana con l’amica Mariangela. Michele Misseri carica la salma di Sarah in auto, si dirige in campagna, abusa sessualmente del cadavere e, infine, lo getta nel pozzo calandolo con una corda.

19 NOVEMBRE, MISSERI QUATTRO – Michele Misseri nel corso dell’incidente probatorio conferma sostanzialmente l’ultima versione, ma ritratta le presunte avances alla nipote e l’abuso sessuale del cadavere.

VIGILIA DI NATALE 2010, MISSERI CINQUE – Michele Misseri scrive due lettere alle figlie Sabrina e Valentina, scagionando di fatto la secondogenita e scusandosi per averla accusata ingiustamente ma senza spiegare i motivi delle precedenti accuse.

23 MARZO 2011, MISSERI SEI – In una lettera inviata al suo avvocato e datata 9 febbraio, della quale si e’ avuta notizia ieri, il contadino di Avetrana si autoaccusa del delitto scagionando la figlia Sabrina. Dice di aver strangolato Sarah con una corda nel garage di casa (dove la quindicenne era scesa perche’ lo aveva sentito urlare) durante un raptus scaturito dal fatto che non riusciva a far partire il suo trattore. Sarah, cadendo al suolo, avrebbe urtato la testa ad uno dei due compressori sequestrati il 24 marzo.