Sarah Scazzi. “Papà, svegliati, ho fatto un casino”: poi zio Michele coprì Sabrina

Pubblicato il 7 Novembre 2010 13:26 | Ultimo aggiornamento: 7 Novembre 2010 13:26

“Papà scendi, ho fatto un casino”. A parlare, secondo la nuova versione di Michele Misseri sul delitto di Sarah Scazzi, era sua figlia Sabrina. I nuovi particolari raccontati da Misseri nell’interrogatorio fiume del 5 novembre incastrerebbero Sabrina, che sarebbe l’esecutrice materiale dell’omicidio.

La nuova versione di zio Michele è stata ricostruita da Giusi Fasano sul Corriere della Sera e da Giuliano Foschini su Repubblica. Stando a quanto ha scritto la Fasano, ora Michele ha raccontato che i fatti sono andati così: “Sabrina è agitata, sconvolta. Sua madre dorme in camera da letto. Lei sveglia suo padre che sta dormendo sulla sedia a sdraio in cucina, «Papà scendi, è successo un casino». «Che hai combinato?» riesce a chiedere lui quando arriva in garage e vede il corpo di Sarah esanime, per terra. «Zitto, che sta arrivando Mariangela» lo ammutolisce lei”.

Quindi, stando a questo racconto, Michele Misseri sarebbe arrivato sulla scena del delitto quando la nipote era già morta. Ma la sua prima preoccupazione, a quel punto, sarebbe stata quella di mettere al riparo la figlia dalle accuse: “Non preoccuparti, mi prendo tutta la colpa io”.

Misseri ha cercato di avvalorare questa nuova versione con dettagli sui quali gli inquirenti hanno cercato subito riscontri: infatti zio Michele ha indicato in una cintura l’arma del delitto. In seguito a questa dichiarazione, i carabinieri hanno sequestrato tutte le cinte di casa Misseri, che saranno sottoposte ad analisi.

Michele avrebbe anche accompagnato gli investigatori e gli inquirenti durante l’ultimo sopralluogo nella villetta di via Deledda: e proprio qui avrebbe mostrato luoghi e modalità sia dell’omicidio sia dell’occultamento del cadavere.

L’uomo ha poi ammesso di aver violentato il cadavere della nipote: il particolare, subito rivelato da zio Michele durante la prima confessione, era stato successivamente ritrattato.