Sarah Scazzi, Cosima complice di Sabrina nel depistaggio? Il “patto di famiglia” di casa Misseri

Pubblicato il 1 Febbraio 2011 13:31 | Ultimo aggiornamento: 1 Febbraio 2011 13:31

Sabrina Misseri

AVETRANA (TARANTO) – Sabrina Misseri e la madre Cosima Serrano “complici” nel tentativo “depistare le indagini” sull’omicidio di Sarah Scazzi. E’ quanto sostengono i giudici del tribunale di Taranto che hanno rigettato l’istanza per la scarcerazione di Sabrina.

Giusi Fasano, sul Corriere della Sera, ha parlato esplicitamente di un “patto di famiglia”, ovvero “un accordo per spartirsi compiti e responsabilità davanti a quella ragazzina appena strangolata”. La difesa di Sabrina aveva provato a giocarsi la carta dell’inattendibilità del padre, Michele: dopo essersi autoaccusato del delitto, l’uomo tirò in ballo la figlia. Proprio il continuo cambio di versioni aveva spinto i legali di Sabrina a organizzare la difesa sulla base di questo elemento.

Come ha scritto Fasano, invece, “per i giudici invece tutto questo (soprattutto le lettere alle figlie) «è sintomatico esclusivamente del grande desiderio del Misseri di giustificarsi agli occhi dei familiari, scusarsi con costoro per la pesante verità che ha raccontato». Più «plausibile», quindi, che il contadino di Avetrana senta «il peso morale oggettivo di avere accusato Sabrina così contravvenendo all’originario patto familistico» . Da qui «la ragione del sentimento di vergogna e la volontà di scusarsi»”.

Per questo, secondo i giudici, “le lettere che avrebbero dovuto «scagionare» Sabrina diventano invece documenti che «rafforzano ulteriormente il quadro indiziario» . E secondo i giudici peggiorano le cose anche quelle sequestrate nella cella di Michele e inviate da Valentina: fanno «trasparire la continua, enorme pressione psicologica esercitata dai familiari sul Misseri»”.