Sarah Scazzi seguì spontaneamente Sabrina in garage: cade l’accusa di sequestro di persona

Pubblicato il 22 Novembre 2010 21:13 | Ultimo aggiornamento: 22 Novembre 2010 21:37

In base alla ricostruzione dei giudici del Riesame ”è plausibile” sostenere che Sarah abbia seguito spontaneamente Sabrina nel garage di casa Misseri, dove è stata uccisa in un ”lasso di tempo di circa sette minuti”, senza essere li’ trascinata con forza contro la sua volontà. Per questo motivo il Riesame fa cadere nei confronti di Sabrina l’accusa di delitto di sequestro di persona. L’esigenza di custodia cautelare in carcere viene invece confermata sulla base del pericolo di recidiva: ”E’ innegabile – scrivono i giudici – che la personalità aggressiva concretamente rivelata dalla Misseri (peraltro confermata dal padre) e la compulsivita’ dell’agire scaturente da tale inclinazione inducono a concludere per un comportamento non occasionale”.

L’omicidio di Sarah Scazzi è  stato compiuto da Sabrina Misseri ”con dolo intenzionale, plausibilmente d’impeto nel senso che, sebbene non sia possibile escludere aprioristicamente una premeditazione, per quanto emerge dagli atti (…) deve propendersi per una condotta compiuta sotto la spinta del rancore accumulato nei confronti” di Sarah e ”giunto al culmine dell’ennesimo litigio” tra le due cugine. Lo scrive il Tribunale del Riesame di Taranto che, nelle 54 pagine dell’ordinanza, indica nella gelosia di Sabrina per Ivano Russo – il giovane per il quale aveva un debole anche Sarah – il movente del delitto.