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Sarah Scazzi: garante della Privacy apre istruttoria su fuga di notizie

Pubblicato il 27 Ottobre 2010 15:11 | Ultimo aggiornamento: 27 Ottobre 2010 15:34

Sarah Scazzi

Il Garante della privacy ha aperto un’istruttoria sulla fuga di notizie relative al caso di Avetrana dopo la pubblicazione di verbali e registrazioni audio degli interrogatori. L’istruttoria è stata aperta a seguito di un esposto del Codacons. Lo ha reso noto lo stesso Garante Francesco Pizzetti, a margine di un convegno in corso a Gerusalemme.

”Su Avetrana – ha detto Pizzetti – abbiamo un’istruttoria aperta, quindi vedremo”. ”Io penso comunque – ha continuato – che il fenomeno che si e’ scatenato e’ di una dimensione tale che deve interessare e interrogare prima di tutto i magistrati inquirenti, perche’ovviamente la pubblicazione di verbali e addirittura registrazione audio configurerebbe un classico caso di fuga delle prove”.

Pizzetti, che partecipa a Gerusalemme a un incontro internazionale di responsabili di autorita’ pubbliche incaricate di sorvegliare la questione della privacy, ha quindi aggiunto: ”Noi faremo quello che dobbiamo. Abbiamo aperto la nostra istruttoria e sentiremo come si sono svolti i fatti”. ”Pero’ – ha concluso – io credo come cittadino che siano soprattutto la magistratura inquirente e l’ufficio giudiziario che si sta occupando per competenza del caso a doversene interessare”.

Il Codacons ha allo stesso tempo reso noto che il Garante della Privacy si è rivolto a Rai, Rti, Sky e Telecom per avere informazioni a proposito della diffusione di atti scritti e audio riguardanti l’indagine sull’uccisione di Sarah Scazzi.

Nella lettera inviata dal Garante – informa il Codacons – ”si invitano gli editori a voler specificare se hanno diffuso i dati concernenti le indagini sull’omicidio di Sarah Scazzi e, in caso affermativo, a far pervenire, entro il 4 novembre le proprie osservazioni”.

”Ciò al fine – aggiunge il Codacons – di verificare la liceita’ del trattamento in rapporto alla disciplina sul segreto delle indagini preliminari e al divieto di pubblicazione degli atti giudiziari (artt. 114 e 329 cod. proc. pen.) nonche’ in rapporto alle garanzie poste dal Codice in materia di protezione dei dati personali”.

”Siamo contenti – dichiara il presidente del Codacons, Marco Maria Donzelli – che il Garante abbia deciso di approfondire la questione, anche rispetto alla diffusione di particolari sulla vicenda ritenuti eccedenti. Ci domandiamo, infatti, se era indispensabile rendere noti alcuni dettagli, superflui ai fini dell’indagine ma raccapriccianti. Il quesito principale, comunque, resta il seguente: chi ha dato alla stampa le registrazioni audio degli interrogatori”.

”Ora – conclude Donzelli – attendiamo anche un’ispezione da parte del ministro Alfano, a cui stava tanto a cuore l’approvazione della cosiddetta legge bavaglio sulle intercettazioni e sull’informazione”.