Sarah Scazzi. Tutte le versioni di zio Michele sull’omicidio

Pubblicato il 23 Febbraio 2011 17:36 | Ultimo aggiornamento: 23 Febbraio 2011 18:09

Sarah Scazzi

BARI –  Sono tante le versioni fornite da Michele Misseri agli inquirenti sull’omicidio della nipote Sarah Scazzi, avvenuto il 26 agosto dello scorso anno.

La prima è datata 6 ottobre 2010: Michele Misseri si imbatte in Sarah che, alla ricerca della cugina Sabrina, entra nel garage dello zio, dove lui sta sistemando il trattore. L’uomo tenta un approccio sessuale con la nipote, che respinge le avances. Michele l’aggredisce alle spalle e con una corda la strangola. Nasconde il cadavere, poi lo colloca nel bagagliaio della sua auto, si dirige nelle campagne di Avetrana, denuda la salma e si lascia andare a un rapporto sessuale completo. Depone di nuovo il cadavere in auto e, infine, lo getta in un pozzo. L’uomo non chiama mai in causa la figlia Sabrina.

Il 15 ottobre 2010 ritratta e dice: Sarah arriva in casa Misseri e la cugina Sabrina la trascina nel garage con la forza, avendo la stessa Sabrina ed il padre concordato di darle una lezione per intimorirla ed evitare che la ragazza diffondesse in paese la notizia delle attenzioni sessuali riservatele dallo zio, delle quali anche Sabrina era venuta a conoscenza. Mentre quest’ultima tiene per le braccia la cugina, Michele Misseri avvolge una corda intorno al collo di Sarah e la strangola. Sabrina, nel momento in cui vede la cugina accasciarsi, impaurita molla la presa e si allontana. L’uomo poi fa sparire il cadavere gettandolo nel pozzo. Alcuni giorni dopo, tramite il suo legale, Michele Misseri fa sapere di voler ritrattare la precedente confessione nella parte relativa agli atti sessuali sul cadavere.

Altra ricostruzione arriva il 4 novembre 2010: Sabrina e Sarah si incontrano per andare al mare e litigano, forse per gelosia nei riguardi di un amico comune, Ivano Russo. Sabrina trascina nel garage Sarah: la discussione degenera e lei strangola la cugina con una cintura trovata in garage. Sabrina sale a casa ed informa il padre Michele, che stava dormendo. L’uomo rassicura la figlia, che si allontana con l’amica Mariangela. Michele Misseri carica la salma di Sarah in auto, si dirige in campagna, abusa sessualmente del cadavere e, infine, lo getta nel pozzo calandolo con una corda.

La quarta versione di Misseri arriva il19 novembre: Michele Misseri conferma sostanzialmente l’ultima versione, ma ritratta le presunte avances alla nipote e l’abuso sessuale del cadavere.

Alla vigilia di Natale Michele Misseri scrive due lettere alle figlie Sabrina e Valentina, scagionando di fatto la secondogenita e scusandosi per averla accusata ingiustamente ma senza spiegare i motivi delle precedenti accuse. E’ proprio in una lettera di poche righe inviata alle figlie Valentina e Sabrina (quest’ultima detenuta in carcere perche’ accusata di concorso in omicidio) che Michele Misseri fa riferimento al fratello Carmelo: ”mi hanno detto – scrive testualmente – che se non faccio quella confessione dovevano arrestare la mamma e zio Carmelo io per non mettere altri innocenti o dovuto fare la falsa”.