Sclerosi multipla, cura Zamboni: “I primi dati nell’autunno 2011”

Pubblicato il 13 Ottobre 2010 20:27 | Ultimo aggiornamento: 13 Ottobre 2010 20:50

Sulla cura Zamboni bisognerà attendere un anno per i dati. ”Attendiamo il parere del ministro della Salute, Fazio” sulle conclusioni che arriveranno dal Consiglio superiore di Sanità. Ieri un gruppo dell’organo consultivo del ministro della Salute ha esaminato nuovamente, per la seconda volta dopo un prevedente parere dato nel giugno scorso, i dati scientifici della metodica adottata da Paolo Zamboni, per il trattamento della CCSVI, (insufficienza venosa cerebro-spinale cronica) che sarebbe collegata, in base all’ipotesi del chirurgo ferrarese, alla sclerosi multipla.

E’ quanto afferma Mario Albero Battaglia, presidente dell’Aism, Associazione italiana sclerosi multipla, all’indomani della riunione del Css. ”Su tratta di un tema molto complesso – aggiunge Battaglia – per il quale ci vuole la ricerca necessaria a dare risposte definitive ai malati di sclerosi multipla che meritano di avere informazioni chiare e scientificamente corrette”. Il presidente dell’Aism, associazione che ha lanciato uno studio multicentrico epidemiologico, grazie ad un finanziamento di circa 900mila euro, ha aggiunto che ”si sta affrontando tempestivamente la questione” ma è necessario attendere i tempi degli studi. Quello multicentrico sarà avviato il prossimo 1 novembre e durerà un anno. ”Dovremmo avere i risultati – prosegue Battaglia – nell’autunno del 2011”, mentre uno studio clinico sarà ”a breve presentato al comitato etico”. In questo caso si tratterà di aspettare circa un anno e mezzo per i risultati. Proprio il Consiglio Superiore di Sanità aveva spiegato ieri Alberto Zangrillo, presidente della seconda sezione del Css, auspichera’ nel proprio parere chiesto dal ministro di proseguire sulla ”strada maestra” della sperimentazione e dei trials clinici.

La fondazione finanziata dalla Fondazione Carisbo che sostiene le ricerche di Zamboni, Hilarescere, ha discusso già lo scorso 9 settembre i contenuti del parere espresso dal Consiglio Superiore di Sanità sulla terapia  Zamboni. All’incontro, ha reso noto la fondazione dopo le puntualizzazioni di ieri e oggi sugli studi riguardo alla Ccsvi, hanno partecipato lo stesso Zamboni, presidente del Comitato scientifico, e il vicepresidente, Augusto Zeppi, col ministro della Salute, Ferruccio Fazio, alla presenza del , presidente della seconda sezione del Consiglio superiore di sanita’ Alberto Zangrillo, e del presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Enrico Garaci.

”Nel ringraziare il ministro per la sua vicinanza ed operativita – ha riferito Hilarescere – con soddisfazione era stato preso atto che sono stati definiti ‘i risultati a 18 mesi nella preliminare esperienza di correzione delle lesioni stenosanti come incoraggianti’ e che le osservazioni fatte dal prof. Zamboni sono ‘d’indubbio interesse e meritevoli d’approfondimento con tutti gli strumenti che la ricerca medica ha oggi a disposizione’. In una fattiva prospettiva di collaborazione, il ministro propose al prof. Zamboni di stendere comunque delle controdeduzioni; utili, essendo lui lo scopritore, a meglio organizzare un percorso d’approfondimento ricco di quanti più studi possibile di qualita’ scientifica adeguata”.