Sony. Il Walkman va in soffitta, addio al simbolo degli anni ’80

Pubblicato il 26 Ottobre 2010 1:03 | Ultimo aggiornamento: 26 Ottobre 2010 1:09

Il Walkman va in pensione, con un brevissimo saluto. Il prodotto della Sony, diventato una delle icone mondiali e più popolari del gruppo di Tokyo, lascerà gli scaffali del Sol Levante almeno nella versione più vecchia delle musicassette.

Il Walkman ha caratterizzato un’epoca imponendosi negli anni Ottanta come oggetto di culto per i giovani fino a lasciare progressivamente spazio negli anni Novanta, al Discman, la versione per CD, sempre seguendo la stessa filosofia: non più legati allo stereo di casa o dell’auto, ma ”liberi di portarsi la musica dietro”, secondo un vecchio spot. Una creazione tutta ‘made in Sony’: Masaru Ibuka, uno dei fondatori del gruppo, voleva ascoltare musica in stereo nei suoi viaggi in aereo.

Nobutoshi Kihara, ingegnere della Sony, riuscì a modificare il registratore portatile Pressman, facendo nascere il Walkman. Akio Morita, altro fondatore, profetizzò, una volta provato il nuovo prodotto, che avrebbe ”soddisfatto i giovani” che volevano ascoltare musica tutto il giorno.

Dal 1979 ad oggi, Sony ha venduto oltre 400 milioni di prodotti portatili per ascoltare musica, di cui più di 220 milioni con il nome Walkman. A inizio 2010, Sony aveva deciso di bloccare le attivita’ nazionali di Walkman su nastro, investendo sul popolare brand nella forma di lettore di musica digitale con memoria flash.

Nell’era della svolta dell’mp3 e dell’irruzione dell’iPod, la rivoluzione Walkman e’ subito ‘invecchiata’, prendendosi però una vera rivincita, sia pure nella versione per musica digitale: ad agosto le vendite in Giappone sono state ben superiori a quelle della ‘creatura’ di Steve Jobs, per la prima volta in quasi nove anni, grazie a una quota di mercato del 47,8%, contro il 44% dell’arcirivale che aveva mantenuto la leadership senza interruzione nel Sol Levante almeno da novembre 2001, da quando sono iniziate le rilevazioni sistematiche.