Sportivi su twitter, il troppo stroppia

di Gianluca Stillavato
Pubblicato il 15 Giugno 2012 11:53 | Ultimo aggiornamento: 25 Febbraio 2020 17:27

Per gli sportivi, come per gli scolari, il cellulare può essere fonte di distrazione. Certo, nello sport non si arriva a sequestrare i telefonini come potrebbe fare una maestra o un professore. Ma qualche bel divieto non guasta, da parte di paga lo stipendio agli atleti, così come l’autocensura.

Il primo caso risale a due anni fa, nel football professionistico Usa della Nfl. Veto ai tweet dei giocatori che digitavano nell’ombra dello spogliatoio prima della partita, tra un tempo e l’altro o durante l’allenamento.

Qualcosa di simile è succeso alla Roma nel calcio. Che, grazie alla proprietà americana, oltre a essersi dotata di un progetto sui nuovi media all’altezza di ciò che accade oltre Oceano, aveva anche in rosa giovani con la mania di twitter. A cominciare dall’allenatore Luis Enrique, passando per lo psicologo Tonin Llorente, fino ai giocatori. Finché qualcuno non ha fatto commenti critici sugli arbitri. Allora è scattata qualcosa che è stata intepretata come una censura, ma come spiegato si trattava solo di seguire le linee guida della società, che non prevedono lamentele sui direttori di gara. Dunque, va bene avere un profilo twitter, ma rimanendo allineati.

Una che il cellulare non se l’è fatto sequestrare, ma che si è autocensurata è la nuotatrice inglese Rebecca Adlington. Beckie, ragazzona inglese di 22 anni, con un discreto palmares internazionale (due ori alle Olimpiadi di Pechino nel 2008), ha raccontato di non volere più controllare il proprio profilo social, fino a dopo i Giochi di Londra, per non essere distratta e sconfortata dai commenti sul suo fisico (Rebecca non somiglia alla Pellegrini, di primo acchitto neanche sembra una nuotatrice. Tanto per rendere l’idea sullo stile di chi le scrive su Twitter, uno dei commenti più recenti la definiva “fottuta balena”…).

A confermare la centralità dei social media per lo sport, c’è l’hub messo in piedi dal Comitato olimpico internazionale, in vista delle prossime Olimpiadi di Londra, che fornisce il numero dei fan di ognuno e aggrega gli ultimi post sui network.

@whatgameweplay