Studenti disabili, idea Pdl: “Sostegno in mano ai privati”. E chi paga?

Pubblicato il 26 Maggio 2011 10:36 | Ultimo aggiornamento: 26 Maggio 2011 10:36

ROMA – Non ci sono i soldi e quindi agli insegnanti di sostegno per studenti disabili ci pensino i privati. E’ il senso di una proposta di legge formulata da due senatori del Pdl, Francesco Bevilacqua e Antonio Gentile. I due partono dai tagli e dall’assenza di risorse per ipotizzare un intervento dei privati per garantire copertura e servizi agli studenti che ne hanno bisogno.

Disegno di legge stringato e composto da un unico articolo: “I dirigenti degli istituti scolastici e delle scuole di ogni ordine e grado sono autorizzatia definire progetti, con la collaborazione di privati, per il sostegno di alunni con disabilità”. Il perché serva una norma simile Bevilacqua e Gentile lo scrivono nella relazione che accompagna il testo: “L’inclusione degli alunni con disabilità  deve ormai collocarsi nella nuova logica dell’autonomia scolastica. In tale ottica, per superare le carenze e le disfunzioni dovute al difficile coordinamento dei diversi servizi di enti locali e Asl, che debbono sostenere gli interventi scolastici, va facendosi strada l’idea che siano le istituzioni scolastiche autonome a dover coordinare l’insieme dei diversi servizi”.

Detto in parole povere significa che le scuole debbono trovare loro i fondi per gli insegnanti di sostegno, anche rivolgendosi ai privati. Per il partito Democratico si tratta di una proposta “assurda”. A replicare in modo duro è Francesca Puglisi, responsabile Scuola della segreteria del Partito democratico: “Mentre il governo taglia indiscriminatamente gli insegnanti di sostegno si vuole forse appaltare all’esterno il sostegno ai ragazzi con disabilità? E dove dovrebbero mai trovare le risorse le scuole, che non hanno più un euro in cassa, per tali collaborazioni? Il sostegno sarà a carico dei familiari o di improbabili sponsor?”.

La domanda, in effetti, è tutta qua: quale privato dovrebbe investire nel sostegno? Per quale ritorno? E chi pagherebbe il conto, le famiglie?  I dubbi restano anche perché nella proposta Bevilacqua e Gentile precisano che la nuova legge  “non deve comportare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica”. Detto in modo semplice le scuole possono anche reclutare personale all’esterno ma non sarà lo Stato a pagare. E chi allora?