Studio su donne incinte: scoperte 55 nuove sostanze chimiche e altre 42 di origine ignota

di Caterina Galloni
Pubblicato il 27 Marzo 2021 10:00 | Ultimo aggiornamento: 27 Marzo 2021 9:15
Studio su donne incinte

Studio su donne incinte: scoperte 55 nuove sostanze chimiche e altre 42 di origine ignota (foto ANSA)

Durante uno studio statunitense su 30 donne incinte, gli scienziati hanno rilevato nel loro sangue 109 sostanze chimiche di cui 55 mai viste negli esseri umani e 42 “sostanze chimiche misteriose” senza fonti o usi noti.

Sembra che le 96 sostanze chimiche siano state presenti a lungo nel sangue delle donne ma rilevate soltanto ora attraverso l’uso della spettrometria di massa ad alta risoluzione, una tecnologia diventata accessibile negli ultimi dieci anni.

Scoperte 55 nuove sostanze chimiche e altre 42 di origine ignota

Un team dell’University of California San Francisco (UCSF) ha osservato le sostanze chimiche presenti nel sangue delle donne e nei feti e ipotizzano che si si trasmettano attraverso la placenta materna.

Sebbene le sostanze chimiche siano sconosciute, i ricercatori sospettano che molto probabilmente provengano da prodotti come cosmetici e plastica.

La spettrometria di massa ad alta risoluzione (HRMS) è stata sviluppata circa 50 anni fa, ma solo negli ultimi 10 anni è stata resa accessibile alla comunità scientifica.

E’ un potente strumento in grado di analizzare la materia organica disciolta colpendola con un raggio di luce che attraversa un campione e lo frammenta in base alle particelle, riferisce Popular Mechanics.

Ogni elemento chimico e composto presenti nel campione produce la propria firma, consentendo agli scienziati di determinarli individualmente.

Lo studio sulle donne incinte

Il team dell’UCSF ha raccolto 60 campioni di sangue da 30 diverse donne incinte, insieme a 30 campioni dei cordoni ombelicali. Attraverso l’HRMS, l’analisi ha rivelato 662 firme chimiche quando colpite con ioni positivi e 788 con ioni negativi.

I ricercatori hanno quindi combinato campioni simili, li hanno ordinati e identificato 109 risultati unici, molti dei quali derivati da diversi prodotti di consumo. Circa 40 sono usati nei plastificanti, 28 nei cosmetici, 25 nei prodotti di consumo, 29 nei prodotti farmaceutici, 23 nei pesticidi e tre nelle sostanze ignifughe.

Il team ha anche identificato sette composti PFAS che secondo l’EPA sono un gruppo di sostanze chimiche artificiali prodotte e utilizzate in tutto il mondo, dagli anni ’40, da varie di industrie in tutto il mondo, inclusi gli Stati Uniti.

Questi composti sono utilizzati principalmente nelle moquette e tappezzeria, tra le altre attività simili a quelle della costruzione. I plastificanti, secondo lo studio, molto probabilmente provenivano da imballaggi alimentari e utensili di plastica, insieme agli elettrodomestici.

Tracey J. Woodruff, docente di ostetricia, ginecologia e scienze riproduttive presso l’UCSF, ha affermato:”Queste sostanze chimiche sono probabilmente presenti nelle persone da un po’ di tempo, ma la tecnologia ora consente di identificarne altre.

“È molto preoccupante che non siamo in grado di identificare gli usi o le fonti di così tante di queste sostanze chimiche.

“L’EPA dovrebbe chiedere all’industria chimica di standardizzare i resoconti dei composti e degli usi chimici.

“Devono usare la loro autorità per garantire di poter disporre di informazioni adeguate  così da valutare potenziali danni alla salute e rimuovere dal mercato le sostanze chimiche che rappresentano un rischio”.