Tagli alla Dante Alighieri, gli immigrati fanno la colletta per la lingua italiana

Pubblicato il 25 Novembre 2010 12:36 | Ultimo aggiornamento: 25 Novembre 2010 12:42

Gli immigrati raccolgono soldi per salvare l’italiano, o meglio la società Dante Alighieri  e l’Accademia della Crusca dopo la sforbiciata alle loro casse. Secondo quanto scrive Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera, un’associazione di immigrati ha aperto una sottoscrizione ad hoc, dopo l’appello lanciato da “Io donna”: «La lingua italiana è quel meraviglioso collante che ci unisce al di là delle differenze delle nostre origini, fede, credo e che ci permette di appartenere ad una grande nazione che abbiamo scelto come nostra nuova patria. Abbiamo scelto l’Italia come Patria e ora vogliamo aiutarvi».

Tra i firmatari c’è Radwan Khawatmi, siriano di origine ma in Italia da 30 anni e manager Indesit, vicino a Gianfranco Fini, fondatore e presidente del movimento Nuovi Italiani. Khawatmi ha invitato i 41 mila iscritti al suo movimento e a tutti gli altri immigrati«che rappresentano il 7% della popolazione, producono l’11,2% del nostro Pil pari a 130 miliardi di euro, consentono all’Inps di pagare le pensioni versando ogni mese 752 milioni di contributi, continuano a fondare nuove imprese (250 mila negli ultimi tre anni) in netta controtendenza sulla crisi».

Per spiegare i tagli alla Dante Alighieri Franco Frattini, ha scritto che si tratta di «eccezionale difficoltà della congiuntura» che ha obbligato alla «riduzione molto dolorosa» nonostante «l’opera meritoria svolta dalla società nel mondo e il suo ruolo fondamentale nella promozione della nostra cultura all’estero».

La finanziaria ha dato un taglio del «53,5% che porta di colpo il contributo statale da 1.248.000 euro a 600.000». Non basta: «Se a questo si sommano i 400.000 euro tagliati lo scorso anno sullo stesso capitolo (che era di 1.700.000 euro circa), siamo davvero di fronte alla sfoltita più dura e insopportabile che un Ente culturale italiano abbia mai subito in questi ultimi due anni», ha spiegato Alessandro Masi, segretario generale dell’istituzione fondata nel 1889 da Giosuè Carducci, in una lettera a Franco Narducci, vicepresidente della Commissione esteri,

Il segretario generale della società nel messaggio alla Commissione Esteri ha detto: «Tutto ciò significherà, per la nostra amministrazione, praticare drastici tagli a contributi per le nostre sedi, azzerare le borse di studio e gli assegni di ricerca per italianisti dell’estero, annullare i corsi di formazione per docenti, con impossibilità conseguente di assistere i nostri giovani discendenti di terza e quarta generazione, di promuovere conferenze e autori, di inviare libri per rinnovare le biblioteche, di proseguire i progetti avviati».

Stella scrive anche che «in parallelo dovrebbe partire una iniziativa forte anche per l’Accademia della Crusca. La stessa istituzione fiorentina che dal 1583 cerca di conservare la purezza della nostra lingua è stata falciata dai tagli. Le spese vive ridotte all’osso per i sei dipendenti e l’affitto della sede che ospita anche l’Opera del Vocabolario Italiano del Cnr, spiega la presidente Nicoletta Maraschio, ammontano a 400 mila euro l’anno».