Il Tar del Lazio: “No alle classi da 35-40 ragazzi, entro 120 giorni il piano del Ministero”

Pubblicato il 21 Gennaio 2011 13:21 | Ultimo aggiornamento: 21 Gennaio 2011 18:16

Se nelle classi ci sono troppi ragazzi, interviene il Tar del Lazio: entro 120 giorni il ministero dell’Istruzione e il ministero dell’Economia dovranno emanare il Piano generale di edilizia scolastica.

Il tribunale amministrativo ha accolto una class action proposta dal Codacons contro le cosiddette ‘classi-pollaio’, ovvero quelle aule scolastiche nelle quali il numero di alunni, attorno ai 35-40, supera i limiti fissati dalla legge.

Il Tar (la sentenza è stata emessa dalla III sezione bis presieduta da Evasio Speranza), dopo aver sciolto i dubbi in merito all’ammissibilità dell’azione del Codacons, ha sottolineato come ”il Piano generale di riqualificazione dell’edilizia scolastica (previsto dall’art. 3 del Decreto 81/09) – si legge nella sentenza – non è stato ancora adottato” e come lo stesso ”avrebbe dovuto essere adottato prima dell’anno scolastiche 2009-2010”. Per i giudici, quindi, ”è evidente che l’inerzia si sia già protratta ampiamente oltre il limite di legge”.

L’effetto di tutto è l’accoglimento della class action promossa dal Codacons con l’ordine per i ministeri dell’Istruzione e dell’Economia di emanare ”di concerto, del predetto Piano generale entro 120 giorni dalla notificazione delle presente sentenza”.

Il ricorso presentato al Tar del Lazio ”è destituito di qualsiasi fondamento perché le classi con un numero di alunni pari o superiore a 30 sono appena lo 0,4% del totale”. Lo afferma il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini. ”Il sovraffollamento riguarda prevalentemente – aggiunge – la scuola secondaria di II grado e si lega soprattutto alle scelte e alle preferenze delle famiglie per alcuni istituti e sezioni”.

Il ministro assicura quindi che la questione della sicurezza e dell’edilizia scolastica ”è da sempre una delle priorità del ministero”. ”E’ già stato stanziato infatti – ricorda – un miliardo di euro e assegnata una prima tranche di 358 milioni per avviare gli interventi più urgenti”.