Terremeto i-tech dal Giappone, a rischio l’iPad 2

Pubblicato il 20 Marzo 2011 17:10 | Ultimo aggiornamento: 20 Marzo 2011 17:24

LONDRA – Le ultime vittime del terremoto giapponese rischiano di essere i gadget tecnologici che vanno a ruba in Occidente – iPad2 in testa. A causa del sisma, infatti, la Apple potrebbe soffrire ritardi nella filiera dei componenti e ritrovarsi, nel prossimo trimestre, ad avere meno tavolette a disposizione di quanto previsto.

La casa di Cupertino, ad ogni modo, non è l’unica ad essere colpita dalla crisi giapponese: la Sony Ericsson ha ad esempio già ammesso disguidi alle linee produttive. I componenti di origine giapponese a creare mal di testa all’ultimo gioiellino di Steve Jobs sono – stando a quanto indicato da un rapporto della IHS iSuppli ripreso dalla BBC – le memorie flash, indispensabili per registrare dati audio e video, e le batterie super-sottili, che sono prodotte unicamente da Apple Japan.

”Disservizi di natura logistica possono tradursi in difficolta’ ad ottenere queste batterie da parte di Apple. Che potrebbe non essere capace di assicurarsi l’approvvigionamento da una fonte esterna, non giapponese”, recita il rapporto. Altri componenti a rischio sono la bussola interna (prodotta dalla AKM Semiconductor), la memoria DRAM memory (Elpida Memory Inc) e il vetro che protegge il touchscreen degli iPad (Asahi Glass Co). Detto questo, altri produttori di computer potrebbero trovarsi nei guai ed essere a corto di batterie per i loro laptop: la Sony ha infatti chiuso cinque fabbriche su sei.

Anche gli schermi a cristalli liquidi usati nei cellulari e nei navigatori satellitari potrebbero presto andare in riserva. La Toshiba ha chiuso una delle sue due fabbriche per ricalibrare i sensibilissimi macchinari messi fuori uso dal terremoto e lo stesso ha fatto la Hitachi con il suo impianto di Tokyo – in questo caso in seguito ai tagli alla fornitura di elettricita’. ”Sul breve periodo non ci saranno molte conseguenze”, ha spiegato l’amministratore delegato della Lenovo Yang Yuanqing.

”Quello che ci preoccupa è l’impatto sul prossimo trimestre”. Piu’ pessimista ancora è la posizione della joint venture svedese-giapponese Sony Ericsson. ”Benché il quadro delle ricadute complete sulle nostre linee produttive debba ancora essere ultimato – ha sottolineato la società attraverso un comunicato – l’azienda può già anticipare disservizi alla filiera di approvvigionamento”. Insomma, fra qualche mese cambiare il telefonino potrebbe essere meno semplice del solito. L’iPad2, che in Europa sbarcherà il prossimo 25 marzo, potrebbe poi avere un motivo reale per andare a ruba.