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Terremoto in Abruzzo, ricostruzione a rilento: ancora 37mila in case provvisorie

Pubblicato il 4 Aprile 2011 15:26 | Ultimo aggiornamento: 4 Aprile 2011 15:26

L’AQUILA – Ritardi e tentennamenti per la ricostruzione all’Aquila. Secondo quanto scrive ‘Il Corriere della Sera’, a due anni dal terribile terremoto del 5-6 aprile 2009, sono ancora 37.733 (15 mila in meno rispetto al 2010) le persone assistite. Ovvero quelle che ancora non hanno una casa propria e non hanno potuto riprendere una vita regolare. Secondo il Corriere poco meno di 23mila risiedono in alloggi Map (le famose casette), in 19 new town; circa 13 mila sono beneficiarie del contributo di autonoma sistemazione (200 euro a persona ogni mese) e 1.328 sono ancora in strutture ricettive abruzzesi e nelle caserme.

In questi giorni però gli aquilani aspettano una nuova ordinanza, con cui i 15mila della fascia E (i proprietari delle case più danneggiate) potranno finalmente presentare le richieste per ricostruire le loro case. Ma anche sulle ricostruzioni già avvenute ci sono delle ombre. Secondo il Corriere per alcune ricostruzioni nella ‘zona rossa’, c’è già una pioggia di esposti per imprese che gonfiano i costi dei progetti con lavori non necessari. O lavori fatturati molto ma compiuti male.

A protestare sono sia i sindacati che gli industriali, per una volta uniti. “Nell’emergenza – dice Antonio Cappelli, direttore di Confindustria – sono state fatte cose straordinarie. Poi però tutto si è fermato. Aver dato un tetto alla gente realizzando una periferia diffusa non vuol dire rilanciare l’economia. La ricostruzione “pesante” non è neanche partita”.