Terremoto in Emilia: si estende di 10 km il fronte attivo dell’Appennino

Pubblicato il 29 Maggio 2012 15:08 | Ultimo aggiornamento: 29 Maggio 2012 15:11

ROMA – Si e' esteso di una decina di chilometri il fronte della zona attiva del margine settentrionale dell'Appennino, che domenica 20 maggio aveva fatto tremare la zona orientale, quella del ferrarese, e che alle 9,00 del 29 maggio ha scosso la zona occidentale, quella del modenese, con un terremoto di magnitudo 5,8.

''Purtroppo abbiamo assistito in passato a situazione analoghe in occasione dei terremoti a L'Aquila e a Colfiorito'', osserva il sismologo Alessandro Amato dalla sala sismica dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv).

Sul grande monitor con la cartina italiana le repliche del terremoto, segnalate in rosso (quelle avvenute oggi) e in blu (quelle dei giorni scorsi), disegnano molto chiaramente una struttura ad arco. Ricalca la struttura ben nota agli esperti come ''arco di Ferrara''. La zona di Mirandola, colpita oggi, e' la pi'' orientale e sono ben visibili le stelle che indicano i terremoti di magnitudo superiore a 5 avvenuti.

Le stelle sulla carta al momento sono tre. La prima si riferisce al sisma di magnitudo 5,8 delle 9,00 di oggi; la seconda il sisma delle 12,56 (magnitudo 5,3) e la terza il sisma avvenuto quattro minuti piu' tardi, alle 13,00, di magnitudo 5,1. Un minuto piu' tardi, alle 13,01, e' avvenuta un'altra forte scossa: e' cosi' ravvicinata al precedente, da rendere molto difficoltoso calcolarne esattamente i parametri.

I primi a scattare, nella sala sismica dell'Ingv, sono stati i sismografi della rete nazionale, che inviano in tempo reale i dati registrati in tutta Italia, dalle Alpi alla Sicilia, spiega la sismologa Lucia Margheriti. Non appena i dati arrivano, un sistema automatico di software fa le prime determinazioni, proponendo dei parametri. ''Dopodiche' ogni misura va ridefinita manualmente, in modo da poter determinare con precisione le coordinate dell'evento e la magnitudo definitiva'', dice il sismologo Claudio Chiarabba.

Sulla terza scossa della sequenza ravvicinata di tre terremoti registrata intorno alle 13,00 sono ancora in corso proprio questi calcoli manuali.