Proposta anti violenza: una legione straniera europa di teppisti, hooligan, ultras, black bloc e violenti in genere

Pubblicato il 13 Ottobre 2010 13:53 | Ultimo aggiornamento: 14 Ottobre 2010 1:18

I crescenti e ineludibili impegni militari dell’Europa, che lo vogliamo o no, sono lì davanti a noi e tutti i paesi della vecchia Comunità (per distinguerli dai nuovi arrivati serbi, polacchi e romeni) devono affrontare, con diversi toni di dramma, il problema di fornire soldati.

Se l’Italia è il paese del melodramma anche nel caso di tragedie militari, la mortalità al fronte, afghano come iracheno, è stata ed è una croce anche in paesi ben più marziali del nostro, come la Germania e l’Inghilterra. Da quel che si legge, è la Francia la nazione europea dove c’è minore tensione sul tema e la risposta immediata che viene alla mente, quella che i francesi mandano in giro per il mondo la Legione straniera, fa venire un’altra idea, un po’ provocatoria, molto di destra per gli schemi mentali della sinistra birignao, ma non proprio folle.

Propongo uno slogan: Volete menare le mani? Vedetevela con i Talebani”.Chiaro, essenziale, facilmente traducibile nei nostri vari dialetti e anche nelle lingue straniere.

Detta così dà i brividi: facciamo una retata di tutti i violenti che ci tormentano l’esistenza, in tutta Europa, carichiamoli su aerei che li portino in campi di addestramento in qualche deserto, arruoliamoli in reggimenti multinazionali in cui la disciplina sia ferrea e l’opportunità per dare sfogo alla loro fame di violenza sia continua. Ricordate il film “Quella sporca dozzina”? Solo non dodici, ma migliaia e migliaia.

Troppo feroce? Ci sono limiti di legalità, di Costituzioni nazionali? Quando vogliono, i politici e i loro uffici legali sanno muovere le montagne. Trattiamo la violenza come una emergenza europea e ricordiamo che gli ex paesi dell’est non sono passati per mezzo secolo di dolce vita democratica e hanno in pancia una fame e una violenza di cui abbiamo avuto saggi recenti in Bosnia e chissà se ancora non ne avremo in Kossovo e di cui i fatti di Genova sono un ben misero ricordo. Avere allargato l’Europa a quei paesi è stato giusto per interessi tedeschi (quindi di riflesso nostri) e per acquisire nuovi mercati ai nostri prodotti). Ma non possiamo fare finta di niente, gli zingari sono il minore dei problemi, danno fastidio, sono molesti, rubacchiano e chiedono l’elemosina, ma non sono black bloc

Qualcuno dirà che gli italiani sono buoni d’animo, non sono adatti a combattere. Non prendiamoci in giro. Se non bastasse quel che emerge ogni tanto dai fronti caldi, quando si scopre che giovani italiani si sono arruolati come “mercenari” in forze private (“contractors”) di altri paesi (ricordate quel povero Quattrocchi ucciso dalla guerriglia in Iraq?), ci ricorda che anche da noi ci sono persone capaci di combattere. Il problema è il quadro di riferimento politico e organizzativo.

Lasciamo da parte la considerazione che fuori dalla disciplina in divisa degli alti comandi gli italiani inquadrati in formazioni irregolari come i garibaldini e i partigiani hanno anche saputo vincere, guardiamo all’oggi: ogni giorno ci interroghiamo sul dilagare della violenza, colonne di inchiostro reale o virtuale, metri e metri di pellicola tv reale o virtuale, su gente che picchia e anche uccide per un nonnulla.

La violenza la respiri in strada, ci sono dei paesi della provincia di Roma dove non devi osare di guardare la gente in faccia, perché rischi se non un pugno subito, almeno un insulto.