Cortei, occupazioni, striscioni, ricercatori sul Cern: Università ancora in lotta contro la Gelmini. Segui la diretta

Pubblicato il 29 Novembre 2010 12:43 | Ultimo aggiornamento: 29 Novembre 2010 20:51

Cortei, occupazioni, striscioni, azioni simboliche. Il mondo universitario torna a far sentire la sua voce per protestare contro il disegno di legge Gelmini. Da Nord a Sud, studenti, ricercatori e docenti si ritrovano uniti nella battaglia contro il ministro dell’Istruzione. Ecco la diretta delle manifestazioni.

20.40, Cagliari. Gli studenti dell’Universita’ di Cagliari hanno occupato in serata anche il magistero di piazza d’Armi, dopo il presidio che da giorni e’ attivo al Palazzo delle Scienze. I manifestanti fanno sapere che resteranno in occupazione sino a domani, quando si prevede il voto della Camera dei deputati sul ddl Gelmini.

20.36, Trieste. Qualche decina di ricercatori e studenti ha occupato per qualche ora, nel pomeriggio, il rettorato dell’Universita’ di Trieste, alla vigilia del voto della Camera sulla riforma Gelmini. Alla simbolica occupazione, negli ambienti del rettorato, ha fatto seguito un’assemblea. Ricercatori e studenti hanno issato sulla facciata dell’edificio centrale dell’Ateneo uno striscione, tuttora appeso, con la scritta ”Repubblica italiana, scuola e universita’ pubblica”. Nella giornata di domani il fronte della protesta seguira’ l’evolversi dei lavori in Parlamento e poi decidera’ come contestare l’eventuale approvazione della riforma: l’appuntamento e’ gia’ fissato per il primo pomeriggio nella centrale piazza dell’Unita’ d’Italia.

19.35, Cern. Si ‘sposta’ la protesta contro il ddl Gelmini degli studenti e ricercatori italiani che lavorano al Cern di Ginevra: il tetto, sul quale gli studenti hanno manifestato nella giornata di oggi, potrebbe infatti presentare problemi di sicurezza per la neve caduta in queste ore. L’amministrazione del Cern, ha spiegato il ricercatore Giacomo Ortona, ”ha rilevato eventuali problemi di sicurezza e tenuta per il tetto, sia a causa della neve sia per il ghiaccio che renderebbe pericolosa la permanenza degli studenti”. Per questo motivo, ha annunciato Ortona, ”domani sposteremo sedie, tavoli e computer dal tetto all’esterno del Cern, dove continueremo la nostra protesta seguendo il dibattito in Aula del ddl”.

19.19, Milano. La facolta’ di Scienze politiche dell’Universita’ Statale di Milano e’ stata oggi occupata dagli studenti, come forma di protesta contro la riforma Gelmini del mondo della formazione. Nella sede di via del Conservatorio, che e’ stata scelta anche come punto d’arrivo del corteo di studenti e ricercatori partito oggi pomeriggio da piazza San Babila, si svolgera’ questa sera un’assemblea per decidere come proseguire le contestazioni al ddl che porta la firma del ministro dell’Istruzione.

19.05, Pdl contro rettore Firenze. ”Una resa incondizionata da parte del Rettore, una decisione che va a ledere i diritti della maggior parte del corpo studentesco che chiede legittimamente di poter seguire le lezioni senza dover sottostare a prevaricazioni dei collettivi e alla difesa dei privilegi dei ”baroni”’. Questo, si legge in una nota, il commento di Tommaso Villa, consigliere regionale del PdL e coordinatore regionale della Giovane Italia, all’invito, rivolto dal Rettore dell’ Ateneo fiorentino Alberto Tesi ai docenti, a sospendere le attivita’ didattiche per l’intera giornata di domani, in occasione della ripresa del dibattito parlamentare sulla riforma Gelmini. ”Domani sara’ una giornata di ferie retribuite per i professori universitari – prosegue villa – A meno che non si voglia considerare un lavoro la propaganda anti Gelmini in cui alcuni di loro si produrranno. Nel frattempo la gran parte degli studenti domani dovra’, controvoglia, rinunciare a seguire le lezioni per colpa delle bizze di una minoranza rumorosa e irrispettosa”, conclude il consigliere. Di analogo tenore l’opinione di Lorenzo Usai, rappresentante della sigla studentesca Lista Aperta: ”Sospensione della didattica? Ora basta! – commenta nella nota Usai – gli studenti non vogliono questo, ed e’ impensabile che possano condividere questa modalità di sensibilizzazione che non fa altro che ledere il loro fondamentale diritto a seguire le lezioni che stanno profumatamente pagando”.

19,04, Pd a Gelmini. ”E’ davvero singolare che il ministro Gelmini definisca ”vergognosa” la richiesta del Rettore dell’Universita’ di Firenze ai professori di astenersi per un giorno dalle lezioni, accusandolo addirittura di impedire agli studenti di esercitare il proprio diritto allo studio”. Lo afferma di Marco Meloni, responsabile Università e Ricerca della Segreteria Pd ”Ministro Gelmini- e’ detto in una nota – non e’ forse piu’ vergognoso che, per mancanza di fondi, in diverse regioni circa la meta’ degli aventi diritto non possa usufruire delle borse di studio, e oltre l’80 per cento degli aventi diritto non possa beneficiare di posti letto? E non e’ ancor piu’ vergognoso che, anziche’ porre rimedio a questa situazione, il governo tagli le risorse per il diritto allo studio del 90% in tre anni, giungendo a negare di fatto un diritto garantito dalla Costituzione? La propaganda della Gelmini si e’ ormai infranta nella realta’ dei fatti: chi sottrae agli studenti il diritto allo studio e’ chi tagliera’ loro per sempre la possibilita’ di continuare a studiare, e non chi si asterra’ un giorno dalle lezioni per denunciare questa sciagurata scelta del governo”, conclude il Pd.

18.56, Firenze. Si e’ conclusa intorno alle 18 la protesta degli studenti a circa un chilometro di distanza dalla stazione fiorentina di Rifredi, con l’occupazione dei binari. Sul posto e’ intervenuta la polizia. Come spiegato dalla questura gli studenti, oltre 200, sono poi rientrati in corteo nel vicino complesso universitario di viale Morgagni. La protesta e’ durata circa un’ora e mezzo, con conseguente blocco del traffico ferroviario nazionale – come Freccia Rossa e Freccia Argento – e regionale. Sempre dalla questura si spiega che i manifestanti che hanno occupato i binari – dopo essere riusciti a raggiungere la ferrovia passando da un cantiere – sono stati filmati dalla polizia scientifica e, una volta identificati, saranno denunciati dalla digos per interruzione di pubblico servizio.

18.36, Benevento. Dopo aver dato vita a un corteo per le strade di Benevento, una quarantina di studenti universitari ha occupato i tetti delle facolta’ di Ingegneria e scienze dell’Universita’ degli studi del Sannio, per protestare contro la riforma Gelmini. Al corteo si sono uniti anche gli studenti delle scuole medie, che hanno manifestato insieme ai lavoratori degli ex consorzi rifiuti. L’intenzione, dicono gli studenti, e’ quella di restare sui tetti fino a domani, giorno della discussione del ddl Gelmini alla Camera e di allargare lo stato di agitazione.

18.24, Pavia. Notte di veglia al Ponte Coperto per i ricercatori dell’Universita’ di Pavia. Al grido di ‘L’universita’ non si spegne!’ studenti e ricercatori del CRUP (Comitato ricercatori Universitari Pavesi) hanno acceso simboliche fiaccole per testimoniare la loro difesa dell’universita’ pubblica e la loro protesta contro il ddl Gelmini. Il presidio dei ricercatori pavesi presso il Ponte Coperto di Pavia e’ attivo, all’incrocio tra Strada Nuova e il Lungoticino e’ stato allestito anche un punto informativo e di incontro. ”Accenderemo tanti lumi per contrastare il buio che secondo noi calera’ sul futuro dell’Universita’ italiana qualora venisse approvato il ddl Gelmini ð dichiarano i ricercatori – il nostro contrasto al presente ddl dopo le modifiche addirittura peggiorative sopravvenute rispetto al testo emendato in Commissione Cultura e’ sempre piu’ deciso e risoluto. Al tempo stesso vogliamo che salga forte il nostro grido per una vera riforma dell’Universita’. L’Universita’ non si spegne!”. Nella giornata di domani, 30 novembre, sara’ possibile anche seguire la diretta web della discussione del ddl Gelmini dall’aula del 400 dell’Universita’.

18.21, Cagliari. E’ quasi un requiem con tanto di lapide per l’Universita’ pubblica e lumini votivi, la manifestazione di studenti e ricercatori dell’ateneo di Cagliari organizzata oggi pomeriggio al bastione di Saint Remy, uno dei principali monumenti del capoluogo sardo. Oltre un centinaio di manifestanti si prepara alla veglia di questa notte al Palazzo delle Scienze dove si attenderanno i lavori parlamentari di domani mattina con il voto sul ddl Gelmini. Un lungo striscione e’ stato calato dalla torretta del monumento con la scritta ”Ladri del nostro sapere, assassini del nostro futuro: no a ddl Gelmini”, un altro, dello stesso tenore, campeggia sulla torre dell’Elefante. Il programma di questa notte prevede un incontro con i lavoratori del Lirico di Cagliari, che da alcuni giorni occupano l’ultimo piano del teatro, e che si esibiranno con il Requiem di Mozart; ci saranno poi vari collegati skype con l’Universita’ di Sassari e una lettura di elenchi, sulla falsa riga del programma di Fazio e Saviano Vieni via con me, preparati da studenti e ricercatori. Tra questi un elenco sulla ”riforma universitaria che vogliamo”, un altro su ”perche’ resto e perche’ vado via”, incentrato sui cervelli in fuga, un altro ancora con le frasi dette sui precari e che gli stessi non vorrebbero piu’ sentirsi dire. Domani la protesta si spostera’ nell’aula magna Alberto Boscolo di Monserrato e nelle aule 1 e 2 di ingegneria per seguire la diretta parlamentare.

18.18, Genova. Hanno lanciato uova contro le finestre della sede di Confindustria, insultato i clienti di una nota catena di fast food o e si sono nuovamente seduti a un incrocio, questa volta in fondo alla centralissima via XX Settembre, gli studenti medi e universitari in corteo nel pomeriggio per le strade cittadine. Davanti a Confindustria i manifestanti hanno urlato ”I luoghi del potere si chiudono col fuoco e coi padroni dentro, se no e’ troppo poco” e ”signori borghesi ancora pochi mesi”. Davanti ad un Mc Donald’s hanno inveito contro gli avventori chiamandoli ”mangia m…”. Quindi hanno sostato in via Fiume e Brigata Liguria bloccando il traffico per un quarto d’ora. Il corteo si e’ concluso a piazza Corvetto e quindi e’ iniziata un’assemblea presso il centro sociale Buridda.

18.12, Siena. Il Rettorato dell’Universita’ di Siena e’ stato occupato oggi pomeriggio come forma di protesta contro la Riforma Gelmini in voto domani alla Camera. L’occupazione e’ stata decisa dall’assemblea che si e’ tenuta nella sede dell’ateneo senese a conclusione della manifestazione che oggi ha portato piu’ di mille persone per le strade della citta’. L’assemblea si e’ tenuta nel Portico del Rettorato, dopo che l’aula magna, che ha 200 posti a sedere, e’ risultata troppo piccola per i circa mille studenti presenti. L’assemblea ha deciso di tenere occupato per stanotte il Rettorato, cosi’ come le altre facolta’ gia’ ”prese”, cui nel pomeriggio si era aggiunta quella di Economia. Domani una parte della protesta restera’ a Siena mentre una parte degli studenti si trasferira’ invece a Roma per il presidio alla Camera. Il Senato Accademico dell’ateneo senese ha inoltre deciso per la giornata di domani il blocco della didattica.

18.11, Reggio Calabria. Le studentesse e gli studenti dell’Universita’ ”Mediterranea” di Reggio Calabria, hanno occupato l’aula magna di ateneo ”per manifestare il completo dissenso verso il ddl Gelmini, domani all’esame della camera”. ”Chiediamo – dicono gli studenti – all’intero Ateneo la sospensione dell’attivita’ didattica, la partecipazione attiva all’occupazione di docenti e tutto il personale della ”Mediterranea” e alla cittadinanza solidarieta’ partecipata”. I lavori dell’assemblea sono ancora in corso.

18.10, Torino. E’ ripartita, nel pomeriggio, a Toirno, la protesta degli studenti universitari che da alcuni giorni occupano gli atenei del capoluogo piemontese. Alcune centinaia di giovani che si trovavano all’interno di Palazzo Nuovo, sede delle facolta’ umanistiche, occupato da oltre una settimana, hanno formato un corteo che sta attraversando le vie del centro cittadino e che si concludera’ di fronte al Politecnico, dove si terra’ per tutta la sera un presidio di protesta contro la riforma proposta dal Ministro Gelmini. Al termine della manifestazione un nuovo corteo percorrera’ la stessa strada a ritroso per riportare gli studenti all’interno di Palazzo Nuovo, che restera’ occupato ancora per questa notte, a quanto pare l’ultima in vista della discussione sulla riforma in Parlamento. Per domani, invece, gli studenti stanno allestendo un programma di iniziative di protesta: potrebbero ripetersi i blocchi alla circolazione stradale e ferroviaria dei giorni scorsi.

18.00, Calabria. Il palazzo del Rettorato dell’Universita’ della Calabria e’ stato occupato stasera al termine di un’assemblea che ha visto la partecipazione di un migliaio di studenti. Nel corso dell’assemblea, alla quale, hanno lamentato alcuni ragazzi, c’erano pochi docenti e ricercatori, e’ stata decisa questa nuova forma di protesta dopo che, nei giorni scorsi, era stata occupata l’aula magna che continua ad essere occupata. Per alcune ore, stamani, e’ stata bloccata anche l’area bus del campus universitario e la protesta si e’ conclusa in concomitanza con l’assemblea del pomeriggio. La protesta hanno annunciato i ragazzi, proseguira’ ad oltranza. Per domattina, alle 10.30, inoltre, e’ previsto un concentramento nel piazzale antistante l’aula magna dal quale potrebbero poi partire dei cortei spontanei. Nel pomeriggio di domani e’ prevista una nuova assemblea per decidere, anche sulla base delle notizie provenienti da Roma, quali altre forme di protesta attuare. L’obiettivo degli studenti e’ quello di bloccare domani l’attivita’ didattica.

17.56, Palermo. Dopo un’assemblea, gli studenti hanno deciso di occupare la facolta’ di Scienze dell’universita’ di Palermo, in via Archirafi, per protestare contro il ddl Gelmini. Per domani gli studenti hanno organizzato la manifestazione ”Blocchiamo tutto day” con concentramento alle 9 in via Archirafi davanti al dipartimento di Matematica.

17.55, Parma. Un corteo di circa un centinaio di persone, in gran parte studenti, ha manifestato nel pomeriggio per le vie del centro di Parma contro la Riforma Gelmini ma anche contro il ministro dell’Interno Roberto Maroni ed il provvedimento della ‘tessera del tifoso’. Il corteo, dopo aver attraversato tutto l’Oltretorrente, si doveva concludere in piazza Garibaldi, dove era in corso nel palazzo del Municipio l’incontro fra Maroni e sindaci firmatari della ‘Carta di Parma’, ma un cordone di polizia lo ha bloccato. I manifestanti, studenti superiori e universitari ma anche esponenti del tifo organizzato, si erano riuniti alle 14 nella sede della facolta’ di Lettere, poi avevano bloccato piazzale Santa Croce e attraversato via D’Azeglio e via Mazzini. Ma all’ingresso in piazza Garibaldi hanno trovato due furgoni della polizia e un cordone di forze dell’ordine che ne ha impedito il passaggio. Il corteo si e’ disperso in pochi minuti senza incidenti, anche se alcuni studenti hanno proseguito la contestazione prima all’esterno della sede del rettorato dell’Universita’ di Parma e, piu’ tardi, alla stazione ferroviaria. Non e’ escluso che la protesta prosegua in serata di fronte al Teatro Regio, dove Maroni dovrebbe assistere ad uno spettacolo di beneficenza.

17.49, Roma. Continua la mobilitazione e la solidarieta’ del mondo della cultura italiana per i ricercatori precari che da una settimana occupano il tetto della facolta’ di Architettura di Roma Tre, nella Capitale. Oggi sono saliti con i manifestanti l’attore e regista teatrale Ulderico Pesce, il compositore Nicola Piovani, il direttore dell’Unita’ Concita De Gregorio, il drammaturgo Renato Nicolini e il regista Ettore Scola. In serata sara’ anche esposta una targa sul tetto per ”l’inaugurazione della piazza dell’universita’ pubblica libera e aperta”. Il tetto della facolta’ di Architettura, in piazza Borghese, diventera’ quindi metaforicamente la piazza dell’universita’ pubblica. Previsto anche un appello al presidente della Camera Gianfranco Fini, al quale i manifestanti chiederanno ”spiegazioni sul perche’ ha deciso di appoggiare riforma”. ”Da questo momento mondo della cultura, dell’universita’ e dell’istruzione sono una cosa sola e vanno tutelate tutte”, ha detto Nicola Piovani, per il quale in Italia c’e’ ”scarsissima considerazione sul tema dell’istruzione e della ricerca di base. Quando i ricercatori mi hanno invitato – ha spiegato Piovani, mi sono chiesto se venire o meno, ma non c’era un solo motivo per non venire qui”. Ai ricercatori e’ arrivata oggi anche una lettera di solidarieta’ del premio Nobel Dario Fo. ”Un paese nel quale chi insegna ricerca e’ costretto ad andarsene o vergognarsi – ha scritto Fo – non e’ un paese ne’ per giovani ne’ per vecchi. E’ un paese di anime morte”. Per le 20 di stasera, hanno annunciato i precari, e’ atteso un intervento telefonico di Roberto Benigni e, alle 19 e 30, di Margherita Hack.

17.43, Gelmini contro rettore Firenze. ”Quello del rettore di Firenze e’ stato un comportamento inaccettabile e inqualificabile di chi vuole conservare i propri privilegi”. E’ quanto afferma all’ANSA il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, commentando l’invito di Alberto Tesi ai docenti a non fare lezione domani. ”E’ il solito copione che si ripete dal 1968. Rettori e professori che sospendono le lezioni sulla pelle dei ragazzi che non possono piu’ studiare. Alcuni rettori che per la prima volta vedono messe in discussione le loro rendite di posizione tentano di bloccare la riforma. Non ci riusciranno perche’ il 90% degli studenti vuole che l’universita’ cambi, diventi piu’ moderna e che vengano abbandonati i vecchi slogan”, conclude il ministro.

17.42, Napoli. Traffico in tilt nel centro di Napoli a causa di una protesta degli studenti universitari. Circa 200 persone stanno attraversando a passo d’uomo via Depretis provocando pesanti disagi alla circolazione. Si tratta di un’iniziativa che rientra nelle proteste contro la riforma Gelmini.

17.36, Ligabue a Reggio. Visita inaspettata, questa mattina, di Luciano Ligabue agli studenti che hanno occupato l’Universita’ a Reggio Emilia. Il rocker, ospite di un convegno nell’aula magna dell’ateneo, e’ poi andato a salutare gli studenti. ”Mi fa piacere vedere che i ragazzi stanno prendendo in mano la responsabilita’ della propria vita per difendere i loro diritti. La classe politica deve dare risposte”, ha detto. E ha continuato: ”Questo Paese e’ diventato molto difficile per chi deve governare, perche’ non ci sono piu’ risorse e fa fatica a promettere un futuro alle persone”. Verso le 15 studenti e ricercatori hanno poi appeso uno striscione sul ponte di Calatrava a Reggio, con la scritta ‘Tagliamo i ponti con l’ignoranza’ e firmato ‘studenti occupanti Universita’ Modena e Reggio’. Lo striscione e’ rimasto appeso pochi minuti, poi e’ stato spostato.

17.35, Sacconi. Secondo il ministrio del welfare, Maurizio Sacconi, a dar vita alle manifestazioni contro la riforma universitaria sono ”pochi studenti, pochi precari”. ”La gran parte degli italiani – ha proseguito – sa che l’universita’ cosi’ com’e’ non va bene, lo sa anche la maggior parte degli studenti, soprattutto”. Per Sacconi, ”lo sanno quegli studenti che devono fare corsi di laurea inutilmente lunghi, segmentati in molti esami solo per soddisfare i bisogni dei docenti e delle loro cattedre”. ”La precarieta’ nel mercato del lavoro – ha concluso – e’ figlia dei cattivi sistemi educativi”.

17.28, Milano. Grazie a un blitz passato inosservato ai tanti agenti delle forze dell’ordine che presidiano il municipio di Milano, due ricercatori milanesi hanno esposto per qualche minuto sulla facciata di Palazzo Marino uno striscione contro la riforma dell’universita’ firmata dal ministro Mariastella Gelmini. Aiutati dal capogruppo del Pd in consiglio comunale Pierfrancesco Majorino, un dottorando di Scienze Politiche, Filippo Barberis e un ricercatore di Chimica Alessandro Caselli, entrambi dell’Universita’ Statale, sono riusciti a entrare nel municipio e a raggiungere il balcone che si affaccia su Piazza Scala e da li’ hanno srotolato uno striscione con su scritto: ”Si’ alla riforma dell’universita’ no al Ddl Gelmini”. ”Perche’ non approfittare di un’azione in un palazzo cosi’ simbolico come il Comune di Milano – ha spiegato Michele Zucali, un altro ricercatore che sostiene la protesta antiriforma – e soprattutto proprio nel giorno in cui il ministro Gelmini e’ passata di qua”.