Vecchioni vs Galan: “Agricoltori senza soldi”, “I fondi ci sono e stanno in Europa”

Pubblicato il 28 Agosto 2010 13:57 | Ultimo aggiornamento: 28 Agosto 2010 13:57

Federico Vecchioni provoca, Giancarlo Galan replica. Uno è il presidente di Confagricoltura e l’altro è il ministro delle politiche agricole. Accorpare il Ministero delle politiche agricole in quello dell’Economia per risolvere la carenza di risorse del primo, propone il primo, convinto che ”il Ministero dell’Agricoltura, ormai senza portafoglio, per fare una politica nazionale con la P maiuscola ha bisogno di risorse adeguate ma le risorse non ci sono”.

Vecchioni ha suggerito anche di trasferire le competenze dell’industria alimentare nel Mipaf in modo che dal campo alla trasformazione non ci fossero competenze divaricate. Questo giustificherebbe una nuova dotazione di risorse per la politica agroindustriale italiana”.

Galan però dice che i soldi per l’agricoltura “stanno in Europa, il 70% del bilancio della Ue è dell’agricoltura”. Poi continua: “E’ stato un errore abolire il ministero dell’Agricoltura, un errore al quale ho partecipato e di cui mi pento: un ministero serve per essere presenti a livello europeo per controllare il denaro che l’Europa gestisce. I soldi, i programmi e i poteri decisionali oggi appartengono alle Regioni. Abbiamo scelto male”.

Sulle quote latte il ministro dice: “La mucca Carolina, simbolo degli splafonatori, in venti anni è costata l’equivalente di 4 miliardi di euro pagati con le loro tasse”. In tema di Ogm dice: “Se parlo di Ogm – aggiunge il ministro – non significa che ignoro il valore, l’estrema importanza che il Made in Italy rappresenta per il nostro sistema agroalimentare. Essere dalla parte della ricerca non significa ignorare quali sono le politiche da seguire a tutto vantaggio dell’agricoltura italiana. E a questo proposito ritengo di poter dire che fin dal primo giorno in cui mi è stata data la responsabilità di ministro alle Politiche agricole ho detto e ripetuto più e più volte che l’agricoltura italiana conosce ormai da anni una crisi cui fino ad ora nessuno ha cercato di porre per davvero rimedio. Ecco perchè – conclude Galan – trovo sterile e veramente senza senso assumere posizioni dogmatiche o acritiche o non veritiere rispetto a quanto vado dicendo e facendo”