Vicenza: esattore Equitalia consegna multa da 587 mila euro. Sequestrato cinque ore

Pubblicato il 21 Maggio 2011 11:28 | Ultimo aggiornamento: 21 Maggio 2011 11:29

ROMA – Che ambasciatore non porti pena è solo un proverbio. La realtà, invece, è decisamente diversa se l’ambasciatore in questione è un agente della riscossione della società Equitalia e l’ambasciata è una multa record, da 587 mila euro, per aver sforato le famigerate quote latte.

Così, sabato 20 maggio, a Vicenza succede che il malcapitato esattore viene prima circondato dai multati e poi addirittura sequestrato per 5 ore. Gli allevatori chiedono come “riscatto” che la multa venga stracciata. Intervengono Equitalia e i Carabinieri. La società spiega una verità banale, ovvero che lei, con la multa, non c’entra nulla. L’ha emessa l’Agea, l’agenzia che eroga i contributi agricoli. Alla fine, con diverse ore di ritardo e dopo l’arrivo dei Carabinieri, prevale la “ragione”:  il “pubblicano” di Equitalia viene liberato e se la cava con tanto spavento e la macchina danneggiata.

Quello di Vicenza è un episodio che fa riflettere, soprattutto per la violenza. I fatti, però, spiegano chiaramente che il clima attorno a Equitalia e i suoi lavoratori non è dei più piacevoli.  Durante la recente manifestazione della Cgil infatti alcuni hanno occupato le agenzie di Equitalia e c’è stato anche un ‘No Equitalia Day’ organizzato da Fli contro la macchina della riscossione. Episodi sono stati segnalati anche in Sardegna, a Cagliari,  ed altre regioni.

Una situazione che ha spinto la stessa Equitalia e le sigle sindacali ad intervenire con due comunicati nei quali si stigmatizza la violenza sui lavoratori. I sindacati mettono in luce anche un altro aspetto: lo Stato che ha comportamenti contradditori. ”Da una parte – affermano – usa tutte le leve gestionali e preme per il massiccio utilizzo di strumenti legislativi eccezionali per incrementare di anno in anno i volumi di riscossione, dall’altra, soprattutto in occasione di scadenze elettorali, mostra una faccia più conciliante ed accondiscendente scaricando sugli ultimi anelli della catena le responsabilità delle proprie scelte”.

Il riferimento, non diretto,è alla volontà di modificare la norma sulle ganasce fiscali e sugli interessi, oltre che sui controlli così come previsto dal decreto sviluppo ora all’esame della camera. Proprio su questo provvedimento si studiano ora i possibili interventi. Ma – si difendono i lavoratori – ”non sono i dipendenti delle società di riscossione che hanno deciso di mettere in campo misure cautelari importanti e pesanti come il fermo amministrativo e le ipoteche immobiliari”.

Queste sono scelte politiche, quindi del Governo e del legislatore. Lo stesso Governo che inoltre ha deciso il blocco, per tre anni, di tutti i trattamenti economici del personale ‘fiscale’. Equitalia difende il proprio personale e ”ribadisce con forza che le responsabilità relative a multe, tributi e contributi sono da ricercare altrove e non possono ricadere sugli agenti della riscossione e sui loro dipendenti, che ogni giorno portano a compimento il proprio lavoro con onesta’, dedizione e professionalità. Equitalia non puo’ che sottolineare la propria preoccupazione per l’escalation di questi episodi che mettono a repentaglio la sicurezza del proprio personale, cui va la massima solidarieta’ e l’assicurazione che l’azienda sara’ a esso sempre vicina anche in termini materiali”.