Pugni in faccia, aggressioni, punizioni violente: i racconti delle vittime del Villaggio dei Ragazzi di Maddaloni

Pubblicato il 1 Marzo 2011 12:39 | Ultimo aggiornamento: 1 Marzo 2011 12:39

MADDALONI (CASERTA) – Gli abusi subiti dai ragazzini al Villaggio dei Ragazzi di Maddaloni (Caserta) sono stati raccontati con precisione nelle pagine dell’ordinanza del gip che ha disposto gli arresti di 4 operatori e un’insegnante dell’istituto. Conchita Sannino ha ricostruito su Repubblica alcuni punti salienti del documento.

Francesco, i punti di sutura alla nuca.

Raggelante il racconto di Francesco, che a 14 anni viene aggredito, “con le mani al collo” dall’educatore Domenico Bellucci e poi scaraventato verso il muro: il ragazzo finisce con la nuca sull’angolo metallico di un armadietto. “Mi uscì molto sangue dalla testa, ricordo che mi colava lungo la schiena, c’era sangue anche a terra. Era presente anche il professore P., poi venne il medico e dopo poco anche una dottoressa della Fondazione”. Bisogna andare al pronto soccorso per i punti di sutura. Ma qui lascia ulteriormente sgomenti la doppia circostanza: non solo nessuno degli adulti denuncerà l’educatore, ma il docente P., accompagnando la vittima all’ospedale, lascia intendere al ragazzo “che era meglio dire una bugia”. Il Bellucci fu solo spostato in servizio “presso la portineria”. Dalla quale è tornato di recente a lavorare “nelle camerate” dei ragazzi.

Lorenzo 1, il sangue dal naso.

Parla Lorenzo. “Bellucci era solito picchiare i ragazzi più tranquilli e quelli più piccoli. Di quelli ribelli aveva paura, perché questi reagivano (…). Una volta, mi pare che era Carnevale del 2008, di sera, Bellucci, dopo avermi dato degli spintoni sulle scale, mi fece cadere e mi percosse selvaggiamente con le mani dandomi schiaffi in testa. Furono tanti gli schiaffi che rimasi intontito e per farlo interrompere reagii, ma lui mi afferrò per i capelli, facendomi molto male. Un altro educatore, Di Virgilio, tentò di allontanare il Bellucci ma questi, nonostante ciò, si scaraventava contro di me. Quella volta mi uscì anche il sangue dal naso, quando il professor Pietropaolo (responsabile degli educatori, ndr) mi vide, si spaventò molto”.

Lorenzo 2, ogni pretesto era buono.

Un altro Lorenzo non nasconde le sue sofferenze. “Quando ero più piccolo, fino al 2008, sono stato picchiato da Bellucci, da Edattico e Moretta. Mi dicevano “handicappato, scemo, non servi”. Ogni pretesto era buono per picchiarmi. Mi pesava tanto stare lì a convitto”.

Enzo, pugni in faccia.

Graziano, oggi 14enne, racconta delle violenze a cui ha assistito, vittima il suo amico, che tutti chiamano Enzo, ucraino. “Ho visto l’educatore Crisci scaraventare sul letto Enzo (dal nome impronunciabile per lui, ndr), ma Enzo gli ha risposto e Crisci lo ha preso a pugni in faccia. Il mio amico Enzo mi ha confidato che sua madre è severa e che lo mette in punizione se viene a sapere che il figlio si comporta male, perché questi educatori dicono ai genitori che sono i ragazzi a provocarli, a comportarsi male”.

Biagio, in piedi al muro.

“Durante l’ultimo anno delle scuole elementari alcuni educatori cominciarono a darmi calci e schiaffi, a picchiarmi con le mani. Spesso capitava che senza nessun motivo venivo picchiato da Bellucci, Edattico e Di Palma”. Continua Biagio: “L’educatore Bellucci mi dava carocchie a pugno chiuso dietro la testa quando io chiedevo con insistenza le cose che lui mi negava, come andare in palestra o nel cortile del villaggio”. Ancora: “Una delle punizioni abituali del Bellucci era quella di farmi stare in piedi vicino al muro, ma senza farmi appoggiare alla parete fino all’ora di cena. Bellucci era solito chiamarmi “uomo di merda, mascalzone, deficiente””.