Yara Gambirasio: la neve complica le ricerche, si cerca nel cantiere. La polizia controlla gli alibi

Pubblicato il 1 Dicembre 2010 8:52 | Ultimo aggiornamento: 1 Dicembre 2010 9:12

Riprese mercoledì mattina le ricerche di Yara Gambirasio, la studentessa di 13 anni scomparsa venerdì scorso a Brembate Sopra (Bergamo). Ricerche che però potrebbero essere rese più difficili dalla neve che dall’alba cade sulla zona. Martedì per tutta la giornata è stato setacciato un cantiere al confine con il comune di Mapello, ma non sembra siano stati trovati elementi utili alle indagini. Alle ricerche di Yara partecipano, oltre alle forze dell’ordine, centinaia di volontari e diverse unità cinofile.

Per otto ore martedì quel cantiere, che si trova a due chilometri dal centro sportivo dove Yara è stata vista per l’ultima volta venerdì pomeriggio, e proprio sotto il ripetitore che gestisce il traffico telefonico del Comune, è stato controllato palmo a palmo da uno spiegamento di forze notevole: i lavori edilizi in corso sono stati sospesi per far spazio alle minuziose analisi dei Ris, i carabinieri specializzati in indagini scientifiche. Sul posto sono arrivati praticamente tutti gli ufficiali dell’Arma di Bergamo, dal comandante provinciale in giù, e con loro i volontari del Soccorso alpino e speleologico di Verbania, i vigili del fuoco, la protezione civile. E il pm Letizia Ruggeri, che da cinque giorni è come se avesse trasferito il suo ufficio a Brembate.

Pozzi, cisterne, fossati, tombini: ogni cavità del cantiere è stata perlustrata e le ricerche, che attirano le consuete moltitudini di curiosi, riprenderanno stamattina, anche nei campi e nei boschi circostanti, inoltrandosi anche nei comuni circostanti. Tutti gli indumenti che sono stati ritrovati ieri, però, non appartengono a Yara: non la calzamaglia nera né il berretto o la scarpa emersi dal terreno. E nemmeno la ciocca di capelli ritrovata su un muretto a pochi metri dalla palestra.

In mancanza di indizi o testimonianze credibili – martedì sarebbe stato sentito a lungo Enrico Tironi, il ragazzo che aveva detto alle telecamere di aver visto Yara parlare con due uomini, ma la notizia non è confermata – l’unica cosa che resta ai detective è controllare tutti gli alibi (da quelli degli operatori del centro polisportivo ad amici, familiari e conoscenti) e analizzare nuovamente il percorso che la ragazza ha fatto la sera della scomparsa.

Attività alla quale si è voluta prestare personalmente, martedì sera, la mamma di Yara, Maura Gambirasio, accompagnata dal capitano dei carabinieri Giovanni Mura. La donna ha voluto parlare con tutte le persone – le istruttrici e le compagne di danza ritmica – che venerdì hanno visto per l’ultima volta la figlia. Sebbene con qualche perplessità, l’ipotesi che la studentessa delle Orsoline di Bergamo sia ancora viva non è ancora del tutto esclusa.