Yara Gambirasio: tutti la cercavano ma il pm di Bergamo era in ferie

Pubblicato il 9 Marzo 2011 19:53 | Ultimo aggiornamento: 9 Marzo 2011 19:53

Yara Gambirasio

BERGAMO – Si è parlato molto in questi giorni, a volte anche troppo, cercando di attribuire delle responsabilità sul caso di Yara Gambirasio. Nella “lotta delle responsabilità” si inserisce anche Libero, che in un articolo rivela: “Il sostituto procuratore di Bergamo Letizia Ruggeri, che indaga sul caso della povera Yara Gambirasio, è andata in ferie due settimane dopo la scomparsa della tredicenne trovata cadavere il 26 febbraio scorso”.

Yara era scomparsa il 26 novembre, dopo essere uscita dal centro sportivo del suo paese, Brembate Sopra. Era lo stesso giorno, quello, in cui il procuratore della Repubblica di Bergamo Adriano Galizzi festeggiava le ultime ore di lavoro prima di andare in pensione dopo 49 anni di brillante carriera nella magistratura.

Quella sera, il caso finisce quindi sulla scrivania della dottoressa Ruggeri. Gli inquirenti iniziano a lavorare immediatamente, sapendo che i primi giorni sono quelli che spesso risultano decisivi per risolvere i casi. Sembrava fosse così anche per il dramma di Brembate Sopra, visto che sabato 4 dicembre viene bloccato un marocchino di 23 anni, Mohamed Fickri. Era su un traghetto salpato da Genova. Le accuse sono pesanti: sequestro di persona, omicidio e occultamento di cadavere. Lunedì 6 dicembre è interrogato dal gip e dal pm Ruggeri nel carcere di via Gleno, ma nel giro di poco tempo viene rilasciato. L’impianto accusatorio si regge soprattutto su un’intercettazione che si scoprirà essere stata tradotta male.

Passano pochi giorni è gli inquirenti rompono il silenzio organizzando una conferenza stampa nell’ufficio del procuratore aggiunto Massimo Meroni. Arrivano giornalisti da tutta Italia ma non c’è nulla da dire: “Yara è viva? Per noi sì, non ci sono indicazioni contrarie”, affermava Meroni.

La Ruggeri però già non c’è, andata appunto in ferie per tornare magari pronta ad affrontare il caso. Purtroppo le indagini faranno registrare novità solo il 26 febbraio, col ritrovamento del cadavere in un campo di Chignolo d’Isola. A poche centinaia di metri dal comando della polizia locale che era stato trasformato in centro di coordinamento delle ricerche.

Da lì, sono piovute critiche contro i molti volontari bergamaschi ritenuti incapaci di scovare il corpicino. Anche loro, effettivamente, si erano presi dei giorni di ferie dopo la drammatica scomparsa della giovane, ma solo per cercarla gratis.
Tanto che sono stati difesi dal viceprefetto di Bergamo Sergio Pomponio, mentre il ministro Roberto Maroni ha parlato di “polemiche vergognose”. E le indagini? Vanno avanti, non ci sono piste, non c’è nulla.