Brembate, decisivi i vestiti e l’apparecchio ai denti: “Quel corpo è di Yara”

Pubblicato il 26 Febbraio 2011 17:18 | Ultimo aggiornamento: 26 Febbraio 2011 21:48

Yara Gambirasio

BREMBATE SOPRA – E’ stato trovato il cadavere della giovane Yara Gambiraso, scomparsa da mesi nel bergamasco.

Il corpo è stato trovato in aperta campagna, in un campo a Ponte San Pietro, ad una decina di chilometri da Brembate. Il corpo della ragazza, secondo quanto si apprende, era abbandonato in un campo incolto, tra l’erba alta.

Yara potrebbe essere stata abbandonata nel campo in cui è stato ritrovato il cadavere, la stessa sera della scomparsa, il 26 novembre. Lo si apprende da fonti investigative, secondo le quali l’ipotesi sarebbe supportata dalle condizioni in cui è stato trovato il cadavere.

Saranno comunque gli accertamenti scientifici che saranno eseguiti nei prossimi giorni a confermare o smentire questa possibilità. A scoprire il corpo della tredicenne nascosto tra la fitta vegetazione di un campo incolto sarebbe stato un uomo che si trovava nella zona per caso e che non avrebbe alcun ruolo nella vicenda. L’uomo ha immediatamente chiamato gli investigatori,che hanno identificato Yara, con indosso i resti dei vestiti che aveva la sera della scomparsa. Sono stati proprio i vestiti, insieme all’apparecchio dei denti, a permettere l’identificazione, visto che il corpo è infatti in avanzato stato di decomposizione. Nel punto in cui è stato ritrovato il corpo, un campo incolto molto vicino ad un fiume, sono presenti polizia, carabinieri e un medico legale.

Il campo è stato isolato dalle forze dell’ordine e si trova in località Bedeschi a Chignolo d’Isola, al confine con il comune di Madone. La zona è industriale, ci sono molti capannoni, alcuni in costruzione, e il campo, molto esteso, si sviluppa proprio al termine degli edifici. La via di accesso è stata chiusa e molte persone, tra giornalisti e curiosi accorsi dal paese vicino, sono tenuti a distanza di oltre 200 metri dal campo.

Dopo mesi di ricerche a tappeto, cani molecolari a seguire la minima traccia, piste che portavano fino in Svizzera, alla fine il corpo è stato trovato in un’area a poche centinaia di metri da quello che era il centro di coordinamento delle ricerche della ragazza. Il luogo, nel comune di Chignolo, è al confine con il comune di Madone e a circa 300 metri dal Comando Polizia Locale dell’Isola Bergamasca che, dopo i primi giorni in cui i centri di coordinamento erano in due o tre posti diversi, era stato unificato presso il comando dei vigili che serve i comuni dell’Isola Bergamasca. Per quasi tre mesi forze dell’ordine e volontari della Protezione Civile hanno setacciato la provincia in cerca di Yara, perlustrando aree verdi, boscose, montuose, fiumi e rogge, mentre il corpo di Yara si trovava a poche centinaia di metri da loro.

Una squadra di Esperti ricerca tracce (Ert) della polizia scientifica è partita da Roma per affiancare gli investigatori che dal pomeriggio stanno analizzando il cadavere di Yara Gambirasio, trovato in un campo a Chignolo d’Isola. Il gruppo – già impiegato nell’omicidio del piccolo Tommaso Onofri e della studentessa inglese Meredith Kercher a Perugia – è formato da esperti in chimica, biologia e analisi della scena del crimine. L’obiettivo è quello di individuare ogni possibile traccia lasciata nella zona dove è stato ritrovato il corpo della tredicenne.

Un corpo ormai ridotto a scheletro ma intatto, con i resti dei vestiti ancora indosso e i pantaloni alzati: così, secondo quando si apprende da fonti investigative qualificate, sarebbe apparso il cadavere di Yara agli investigatori che sono arrivati nel campo alle porte di Chignolo d’Isola dove oggi pomeriggio è stata trovata la tredicenne scomparsa il 26 novembre. E sarebbero proprio questi elementi, si sottolinea, che farebbero ipotizzare che il corpo della ragazzina si trovi lì da molto tempo, non escluso dalla sera della scomparsa. Se infatti – viene spiegato – il corpo fosse stato portato nel campo successivamente o addirittura negli ultimi giorni, avrebbe dovuto esser stato trasportato con una valigia, un sacco della spazzatura o comunque con un contenitore. E ciò, si fa notare, non avrebbe consentito al corpo di rimanere integro, visto lo stato di decomposizione in cui è stato ritrovato. Alcuni testimoni hanno riferito che la zona è molto frequentata da chi fa jogging e dai cacciatori e che il corpo sarebbe stato notato se fosse stato sempre lì. Di qui l’ipotesi che qualcuno abbia portato il cadavere di Yara nel campo solo in un secondo tempo.

‘Erano distrutti e siamo rimasti in silenzio, perché non ci sono parole per descrivere tragedie come queste”. E’ il commenti di don Corinno, parroco di Brembate Sopra che ha visitato la famiglia di Yara.