Zebre, a che servono le strisce? Difesa da punture di tafani e mosche tse-tse

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 Aprile 2014 15:24 | Ultimo aggiornamento: 2 Aprile 2014 15:24
Zebre, a che servono le strisce? Difesa da punture di tafani e mosche tse-tse

Zebre, a che servono le strisce? Difesa da punture di tafani e mosche tse-tse (Foto Ansa)

LONDRA – A che serve il manto a strisce bianche e nere delle zebre? A difenderle dalle punture di tafani e mosche tse-tse. La risposta a questa domanda arriva dai ricercatori dell’Università della California Davis, guidati da Tim Caro, che hanno pubblicato il risultato dello studio sulla rivista Nature Communications.

Il ruolo delle strisce sarebbe stato sancito dai ricercatori per esclusione: la distribuzione di sette diverse specie di zebre, cavalli e asini, valutando poi spessore, localizzazione e intensità delle strisce su diverse parti del corpo è stata mappata tenendo conto dei diversi habitat, della presenza di predatori, delle temperature e della distribuzione geografica degli insetti, come mosche tse-tse e tafani. 

Analizzando i vari parametri e considerando i luoghi in cui gli animali e le variabili si sovrappongono è emerso chiaramente che l’unico motivo per cui le zebre appaiono a strisce bianche e nere è: evitare di essere infestate da questi insetti.   

Già nel 1981 il professore Jeff Waage ipotizzò che il compito del manto zebrato fosse quello di tenere lontani gli insetti, ma la conferma sperimentale è arrivata solo ora con la ricerca degli scienziati californiani. Se il manto delle zebre è più corto di quello dei cavalli, per poter meglio resistere alle temperature calde, si offre meglio ai pungiglioni degli insetti. Motivo per cui la natura ha “studiato” le strisce come meccanismo di difesa.

Alcuni studi precedenti infatti, sottolinea Caro, hanno mostrato come gli insetti evitino le superfici con strisce bianche e nere. Ora che il ruolo delle strisce e noto, resta solo un’interrogativo, conclude il ricercatore:

“Ora resta da scoprire perché gli insetti sono meno attratti da questo schema”.