Australia. Madre surrogata per coppie gay. Giudice: “la responsabilità parentale conta più della biologia”

Pubblicato il 24 Gennaio 2011 8:36 | Ultimo aggiornamento: 24 Gennaio 2011 10:06

Una coppia di gay australiani ha ottenuto dal tribunale di famiglia i diritti di genitori su due gemelline partorite da una madre surrogata in India. Le piccole, che ora hanno 20 mesi, riferisce il quotidiano Herald Sun, sono nate a Mumbai da una donna che portava ovuli di un’anonima donatrice, fecondati da uno dei due uomini. La coppia si era rivolta al tribunale di famiglia per chiedere il pieno status di genitore per il padre non genetico.

Dopo aver udito il caso, il giudice Paul Cronin ha detto che ”in questo caso le bambine non hanno il benefico di una madre, ma hanno la fortuna di avere due padri”. ”Nella legge la parola genitore tende a suggerire una qualche connessione biologica, ma la responsabilità parentale conta più della biologia”, ha aggiunto. Il verdetto segue di pochi giorni la rivelazione dell’attrice Nicole Kidman, di aver avuto una figlia grazie a una madre surrogata, e coincide con un boom della pratica presso coppie australiane, con 350 nascite attese nel 2011 contro 50 due anni fa.

La decisione, che crea un importante precedente, è stata accolta con soddisfazione dai sostenitori della maternità surrogata ma criticata dagli ambienti cattolici. ”E’ un grande passo avanti. Il giudice ha capito che si tratta di una famiglia moderna ma sana, anche se composta in maniera non convenzionale”, ha detto Sam Everingham del gruppo Families through Gestational Surrogacy. Il pensatore cattolico Nicholas Tonti-Filippini sostiene invece che la maternità surrogata dovrebbe essere scoraggiata perché ”avere come genitori un comitato, tra surrogati, donatori e committenti, causa confusione al senso di identità del bambino”.