Buon compleanno Jack Lo Squartatore. 125 anni fa terrorizzò l’Inghilterra

di Francesco Montorsi
Pubblicato il 7 settembre 2013 7:06 | Ultimo aggiornamento: 6 settembre 2013 17:11
Buon compleanno Jack Lo Squartatore. 125 anni fa terrorizzò l'Inghilterra

Buon compleanno Jack Lo Squartatore. 125 anni fa terrorizzò l’Inghilterra (foto Lapresse)

LONDRA – L’Inghilterra commemora in questi giorni un sanguinoso anniversario. Accadeva 125 anni fa: il 31 agosto 1888, un serial killer cominciava un’inarrestabile serie di omicidi. Conosciuto ai più come Jack lo Squartatore, il leggendario assassino, la cui identità non è mai stata scoperta, avrebbe ucciso al di là di ogni ragionevole dubbio, cinque donne. Mary Ann Nichols, chiamata Polly, una vita di povertà e misera, veniva ritrovata il 31 agosto dalla polizia con la gola tagliata ed una profonda ferita nell’addome.

Lo psicopatico assassino utilizzava come arma del delitto un coltello. I colpi letali erano inferti alla gola e nel basso ventre. Organi interni venivano estratti: cuore, fegato, utero. All’ultima vittima staccò perfino dei pezzi di pelle. Le vittime erano donne, spesso prostitute occasionali. Il luogo del delitto, sempre quello: il quartiere londinese degradato di Whitechappel.

Era la fine dell’ottocento nella Londra della Rivoluzione Industriale. Il capitalismo industriale trionfante nasceva sulla miseria delle popolazioni contadine urbanizzate, ammassate in quartieri insalubri e pericolosi. Whitechappel era l’emblema di quella miseria. Fantasma crudele tra gli spietati ingranaggi dell’industrializzazione, qui si aggirava Jack. Era il periodo Vittoriano: la borghesia britannica si avvolgeva in uno stretto codice di rigida morale sessuale. Jack cercava prostitute da squartare.

Dopo la sua follia omicida, tra agosto e novembre, Jack scomparve com’era venuto: nel nulla. Gli indizi racconti, oggi per la maggior parte scomparsi, non portarono a nulla. I sospetti interrogati dalla polizia riflettevano soprattutto le linee discriminazione di una società intollerante: omosessuali, malati mentali, ebrei e stranieri.

L’assassino di Whitechappel non ha smesso di affascinare. I saggi, romanzi, giornali, film dedicati ad illustrare la personalità del mostro e gli eventi di quell’autunno riempiono da soli una biblioteca. Gli inglesi parlano di una “Ripperletteratura”, un’industria del sangue ancora fiorente e vitale: la rivista Ripperana è stata fondata nel 1992 e dal 1994 la Whitechapel Society pubblica il Ripperologist.

La storia di Jack lo squartatore è anche un incontro: quello tra il serial killer e l’editoria, in particolar modo i tabloid britannici, la stampa popolare dai titoli sensazionali, che faceva allora i suoi primi, già vittoriosi, passi. Era il novembre 1888 in Inghilterra. Il serial killer era scomparso. Iniziava la leggenda di Jack lo Squartatore.