Caporalato, la CISL al fianco dei lavoratori contro lo sfruttamento

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 Ottobre 2020 12:13 | Ultimo aggiornamento: 20 Ottobre 2020 12:20
Caporalato in Italia, la CISL al fianco dei lavoratori contro lo sfruttamento

Caporalato, la CISL al fianco dei lavoratori contro lo sfruttamento (Foto d’archivio Ansa)

Se oggi il caporalato viene riconosciuto come reato è grazie alle rivolte dei braccianti contro atti di violenza, campagne di mobilitazione dei lavoratori sfruttati e dei sindacati e l’impegno di diversi politici.

Il primo momento cruciale per il riconoscimento del reato di “intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro” sono state le rivolte dei braccianti del 2010 e del 2011, seguite dall’approvazione della legge del 2011 e dalla riforma del reato previsto dall’articolo 603 bis del codice penale, poi riformato nel 2016. La legge rappresenta un grande passo in avanti in favore della lotta contro una piaga che nel nostro Paese affligge, in particolare, i settori dell’agricoltura e dell’edilizia.

Caporalato uguale sfruttamento: la CISL coi lavoratori

Caporalato vuol dire sfruttamento di persone, spesso immigrati irregolari, costrette a condizioni di vera e propria schiavitù, turni di lavoro massacranti, negazione di ogni più basilare diritto previsto per legge e/o per contratto collettivo, salari pari a meno della metà dei minimi tabellari, violenza, ricatto, alloggi comuni e trasporto forzato sul posto di lavoro. La CISL sin dagli inizi è stata parte attiva per la tutela dei lavoratori del settore agroalimentare. L’approvazione da parte del Parlamento della Legge sul Caporalato ha rappresentato un risultato importante da sempre perseguito dalla CISL che, insieme alla FAI, negli anni non ha mai fatto mancare il proprio contributo per il raggiungimento di questo importante obiettivo.

Non bisogna mai abbassare la guardia

Eppure nonostante l’introduzione del reato gli episodi di caporale e sfruttamento dei lavoratori continuano ad interessare diverse zone del Paese. “Gli arresti eseguiti tra Calabria e Basilicata durante lo scorso mese di Giugno dimostrano ancora una volta che contro il fenomeno del caporalato non bisogna mai abbassare la guardia, soprattutto oggi, con una situazione di incertezza che rischia di rendere più ricattabili dalle organizzazioni criminali sia lavoratori che imprenditori.” Queste le parole del segretario generale della Fai Cisl, Onofrio Rota, sui 52 arresti eseguiti nel mese di giugno e il sequestro di 14 aziende agricole in Basilicata e in provincia di Cosenza.

Per contrastare il fenomeno la CISL continua la sua attività al fianco dei lavoratori del settore agro-alimentare attraverso numerosi progetti come il recente “Libera la Terra” promosso dall’Anolf -Associazione Nazionale Oltre le Frontiere di cui la Cisl di Foggia e la FAI Cisl Puglia sono partner. Un progetto che Carla Costantino, Segretario Generale della Cisl di Foggia descrive così: “Il contrasto al caporalato e la lotta alla illegalità nei campi e alla irregolarità contrattuale deve vedere attive le alleanze tra istituzioni, forze sociali e datoriali. Il progetto Libera la Terra si muove proprio in questa direzione, perché si realizza attraverso il coinvolgimento dei singoli attori per fare incontrare braccianti, alcune aziende, le associazioni datoriali, le organizzazioni sindacali e le stesse istituzioni”.