Convegno Nazionale Agci, le cooperative di comunità come esempio di innovazione e coesione

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 ottobre 2018 13:00 | Ultimo aggiornamento: 18 ottobre 2018 13:00
Convegno Nazionale Agci

Convegno Nazionale Agci, le cooperative di comunità come esempio di innovazione e coesione

MILANO – Promuovere e sviluppare un progetto per far nascere nuovi sistemi di impresa: le “cooperative di comunità” attraverso un contributo a fondo perduto.  Questo è stato il tema centrale del convegno promosso da AGCI il cui obiettivo è quello di far nascere e sostenere questi nuovi modelli cooperativi d’impresa.

La cooperativa di comunità, nello specifico, è un modello possibile d’innovazione sociale in cui i cittadini sono produttori e fruitori di beni e servizi. E’ un sistema che crea sinergia e coesione in una comunità, valorizzando le attività di singoli cittadini, imprese, associazioni e istituzioni.

Essere una cooperativa di comunità vuol dire dare importanza al proprio territorio favorendo nuovi modelli di aggregazione sociale, consolidando relazioni interpersonali perché alla base vi è una forte solidarietà umana oltre che il piacere di stare insieme e condividere.

Essere una cooperativa di comunità vuol dire anche possedere uno strumento potente per la rigenerazione urbana, perché essa può nascere in piccoli borghi o nelle periferie e può, quindi, rappresentare un vero e proprio riscatto sociale ed economico.

Al momento non esiste un quadro normativo nazionale ma solo alcuni esempi di legislazioni regionali, ecco perché AGCI intende fortemente promuovere, valorizzare e sostenere questa forma di comunità cooperativa non solo idealmente ma anche concretamente, attraverso contributi e finanziamenti. Ancora una volta lo scopo dell’Associazione è quello di valorizzare realtà nuove, non trascurando i valori che da sempre la rappresentano: solidarietà, identità e amore per il territorio.

“Si tratta di un’iniziativa importante – afferma il Presidente AGCI, Brenno Begani, intervenendo alla conferenza – che aggiunge una nuova conoscenza rispetto alle tradizionali tipologie di cooperative che conosciamo e che costituisce un’opportunità non solo di coesione sociale ma anche, e qui sta la capacità di creare, di avviare un’attività che deve generare un valore economico. Ecco perché l’Associazione – conclude il Presidente – tramite il nostro Fondo mutualistico, erogherà un contributo a fondo perduto ad ogni cooperativa che verrà costituita ed ovviamente iscritta ad AGCI”. 

La Regione Lombardia, è una tra le poche Regioni italiane ad avere legiferato e disciplinato le nascenti cooperative di comunità sostenendone la creazione. Presente al convegno l’Assessore allo Sviluppo Economico, Alessandro Mattinzoli, che ha espresso chiaramente il suo appoggio verso questa forma di impresa considerandola una risposta concreta ai fattori di squilibrio sociale e anche alla crisi di fiducia verso la politica che si è registrata in questi ultimi anni.

Importanti contributi dall’UNCEM (Unione Nazionale Comunità Enti Montane) che è intervenuta con il suo Presidente nazionale Marco Bussone, dall’Associazione dei Borghi Autentici che ha visto l’intervento del suo Presidente Ivan Stomeo e infine dall’ANCI che, con Graziano Pirotta, Presidente del Dipartimento Welfare Lombardia, ha dimostrato l’attenzione che i comuni italiani hanno nei confronti di questo nuovo modello di impresa.

Sulla proposta di legge nazionale per il riconoscimento delle cooperative di comunità, che ancora manca (esistono solo poche leggi regionali) è intervenuto Lorenzo Basso, primo firmatario di una proposta di legge nazionale nella scorsa legislatura.

Durante il convegno sono emerse le storie di due esperienze concrete di cooperative di comunità: una in Toscana, nel piccolo borgo di Petroio e una in Piemonte, in provincia di Cuneo, con l’auspicio che siano le due di una lunga serie.