Coronavirus divide generazioni: 5 giovani su 10 vogliono essere curati prima degli anziani

di redazione Blitz
Pubblicato il 24 Giugno 2020 15:06 | Ultimo aggiornamento: 24 Giugno 2020 15:07
Coronavirus divide generazioni: 5 giovani su 10 vogliono essere curati prima di anziani

Coronavirus divide generazioni: 5 giovani su 10 vogliono essere curati prima degli anziani (Foto repertorio Ansa)

ROMA – Il coronavirus ha esasperato il conflitto generazionale. E’ quanto si evince da una ricerca dell’Osservatorio Censis-Tendercapital secondo la quale ben 5 giovani su 10, in emergenza, vorrebbero essere curati prima degli anziani.

Lo studio dal titolo “La silver economy e le sue conseguenze nella società post Covid-19” evidenzia un nuovo rancore sociale, alimentato e legittimato da una inedita voglia di preferenza generazionale nella competizione per l’accesso a risorse e servizi pubblici, legata alla visione del “longevo come privilegiato dissipatore di risorse pubbliche”: questa una delle conclusioni del rapporto.

La pandemia ha creato anche una spaccatura intergenerazionale: da una parte gli over 65, mediamente in buona salute, solidi economicamente, con vite appaganti e una riconosciuta utilità sociale, dall’altra i giovani.

Il 49,3% dei millennials (ovvero chi ha tra i 23 e i 39 anni, il 39,2% della popolazione) ritiene che nell’emergenza sia giusto che i giovani siano curati prima degli anziani; inoltre il 35% dei giovani (il 26,9% nel totale della popolazione) è convinto che sia troppa la spesa pubblica per gli anziani a danno dei giovani.

Contestualmente, nella fase post-Covid-19, gli anziani guardano al proprio futuro e a quello della propria famiglia con meno pessimismo e più fiducia degli altri: il 32,8% si dice ottimista, contro il 10,4% dei millennials e il 18,1% degli adulti.

Analogamente, i longevi sono anche i più positivi sulle chance di ripresa dell’Italia (20,9%), mentre crolla in questo caso la fiducia dei millennials (4,9%).

La pandemia ha colpito meno gli anziani

Le conseguenze economiche della pandemia, stando al Censis, hanno coinvolto meno gli anziani: il 90,7% nel lockdown ha continuato a percepire gli stessi redditi, di contro troviamo i millennial con il 44,5% e gli adulti al 45%.

Secondo Giuseppe De Rita, presidente del Censis, “il rapporto evidenzia una ferita tra generazioni; la sfida è tuttavia quella di leggerla alla luce di un ciclo di lungo periodo, tenendo conto che prima del contagio gli anziani erano più predisposti a cedere parte del loro reddito ai figli o ai nipoti, mentre il quadro che sembra ora emergere è quello di un atteggiamento di maggiore controllo da parte dei primi volto a riprendere padronanza della propria capacità finanziaria”. (Fonte: Ansa).