Crisi, anche i super-ricchi inglesi piangono/ Svaniti 155 mld di sterline dalle loro fortune

Pubblicato il 27 aprile 2009 9:47 | Ultimo aggiornamento: 27 aprile 2009 9:47

Botte da orbi per la crisi anche ai ricconi d’oltre-Manica, a quanto rivela la ”Lista dei Ricchi d’Inghilterra” che pubblica il Sunday Times. Dalle casseforti dei mille più ricchi residenti nel Regno sono stati spazzati via 155 miliardi di sterline.

Per lo più cittadini stranieri o di origine straniera. I miliardari in pound erano 74 nel 2008 e oggi sono 43, ovvero 32 sono stati declassati al semplice rango di milionari.

Al vertice della classifica ci sono sempre l’indiano Lakshmi Mittal, assiso su una decina di miliardi di pound, una frazione dei 25 e più che aveva prima della crisi. Al secondo posto resiste il depauperatissimo Roman Abramovich, mister Chelsea, che di miliardi ne aveva più di 11 e ora si deve accontentare di 7.

Al terzo il duca di Westminster, proprietario di mezza Londra, che ha resisto con decoro avendo perso solo il 7% della sua ricchezza, che ora vale circa 6,5 miliardi di sterline. Al quarto troviamo Ernesto e Kirtsy Bertarelli, il signor Alinghi e signora per intenderci, che hanno subito un taglio del 12 % rimanendo però oltre i 5 miliardi di sterline di ricchezza.

Al quinto c’è l’inventore del Tetra Pak, lo svedese Hans Rausing, privato del 26 % del suo patrimonio, che ora naviga attorno ai 4 miliardi di pound.

Il salasso maggiore in percentuale lo ha subito il kazako residente a Londra Vladimir Kim. Un oligarca russo che era il diciannovesimo uomo più ricco del Regno lo scorso anno con un patrimonio di 2,5 miliardi di sterline e che oggi è fuori dalla lista dei miliardari sbarcando il lunario con 540 milioni di sterline, avendo bruciato  l’80% della sua ricchezza.

Non è stato risparmiato neanche il patrimonio della Regina Elisabetta II, “impoverita” di almeno 50 milioni di sterline e con un gruzzolo residuo di 214 milioni. Il calcolo è approssimativo ed esclude sia le tenute reali sia la collezione d’arte reale. Si basa sull’andamento del portafoglio titoli che fa capo alla Sovrana e al diminuito valore di alcune prestigiose residenze, di gioielli, cavalli e dipinti.

Non manca però chi è andato controcorrente, chi cioè è riuscito a monetizzare anche nei tempi della crisi. Lo straricco Duca di Sutherland ha accresciuto il suo patrimonio del 109%, poco meno del pittore Lucian Freud.

E’ andata bene anche a Mohamed el Fayed, proprietario di Harrods, che della crisi non si è nemmeno accorto: la sua ricchezza personale è aumentata del 17 per cento.