Crociata Governo contro il gioco d’azzardo legale: così lo Stato rischia di rimetterci tanti soldi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 gennaio 2019 9:00 | Ultimo aggiornamento: 22 gennaio 2019 13:54
Crociata Governo contro il gioco d'azzardo legale: così lo Stato rischia di rimetterci tanti soldi

Crociata Governo contro il gioco d’azzardo legale: così lo Stato rischia di rimetterci tanti soldi (Foto Ansa)

ROMA – Limitare il gioco d’azzardo legale in Italia potrebbe essere un boomerang non solo per le migliaia di persone che lavorano nel settore, ma anche per lo Stato e il Governo, che dal gioco attingono sempre di più i loro fondi per le misure economiche. Se da una parte quindi il Governo prosegue con la propria crociata etica contro il settore del gioco (basti pensare alle scritte sui Gratta & Vinci come sui pacchetti di sigarette), dall’altra lo stesso Governo alza le tasse sui giochi per avere un gettito maggiore. Gettito che spesso serve a coprire misure come ad esempio il reddito di cittadinanza.

“I giochi non sono un bancomat illimitato, una cassa senza fondo a cui attingere per qualsiasi evenienza. Questa ennesima stretta fiscale non danneggia solo le imprese, ma mette a rischio un settore chiave per l’economia e l’occupazione, frenando consumi e investimenti”. Assotabaccai commenta così la nuova stretta sui giochi annunciata per il cosiddetto “decretone”, che prevede un ulteriore aumento dello 0,75 percento dell’aliquota del Preu, il prelievo unico erariale sulle Awp, e l’innalzamento all’11 percento della tassazione sulle vincite di 10 e Lotto, attualmente all’8 percento.

Assotabaccai quindi prosegue: “Dal varo del decreto Dignità ad oggi è stato un continuo susseguirsi di aumenti fiscali. Una situazione sempre più insostenibile per migliaia di operatori, spesso piccoli gestori di bar, rivendite e tabacchi, in particolare in questo momento di rallentamento dell’economia. Per questo, chiediamo al Governo di ascoltare la voce degli operatori e di tornare sui propri passi. Anche perché, di stretta in stretta, ci perderà anche l’erario: gli eccessi di tassazione porteranno inevitabilmente una riduzione degli investimenti delle imprese e dei consumi, con pesanti contraccolpi sull’occupazione e sullo stesso gettito fiscale”.

Insomma, nell’operato del Governo in materia di gioco d’azzardo legale, c’è più di una contraddizione. Perché volerlo limitare e allo stesso tempo aumentarne la tassazione? Se da una parte il Governo sembra voler limitare il gioco d’azzardo sbandierando i rischi della ludopatia (ricordiamo che solo lo 0,9% viene considerato “giocatore problematico), dall’altra ha alzato la tassazione, incassando così molti più soldi dal settore. Un settore dal quale attingere fondi per il reddito di cittadinanza.