Curriculum: il ruolo dell’IA nella selezione dei candidati per i colloqui di lavoro

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 Novembre 2019 11:14 | Ultimo aggiornamento: 28 Novembre 2019 11:14
Curriculum: il ruolo dell'IA nella selezione dei candidati per i colloqui di lavoro

Curriculum: il ruolo dell’IA nella selezione dei candidati per i colloqui di lavoro

Negli ultimi anni sta aumentando sempre di più il numero di aziende che ricorrono all’intelligenza artificiale nell’ambito delle risorse umane. Nello specifico, ci si serve di appositi bot per passare in rassegna tutti i CV che arrivano in seguito alla pubblicazione di un annuncio di lavoro: l’efficienza delle macchine consente di rendere molto più rapido il processo di recruiting, e di individuare immediatamente i profili migliori per una determinata mansione.

Sono diversi i lati positivi di una soluzione di questo tipo, primo fra tutti il risparmio di tempo e di denaro. Ancora meglio se il curriculum è presentato sotto forma di video: l’IA è in grado di analizzare elementi altrimenti non valutabili in via preliminare, come il tono di voce, le espressioni del viso, i gesti e il modo di porsi. Tale metodo, in aggiunta, non è adoperato soltanto per la scrematura dei CV, ma anche per stabilire un contatto con il candidato. I bot sono progettati per comunicare tramite chat vocale oppure SMS, chiedendo ulteriori informazioni riguardo il background culturale e le esperienze pregresse e risolvendo i dubbi più comuni. Lo sviluppo tecnologico ha, tra i propri principali obiettivi, quello di velocizzare le attività umane e di rendere più semplice il percorso di assunzione nelle aziende.

Attualmente le piattaforme incentrate sull’incrocio di domanda e offerta professionale sono in costante crescita. Ne consegue che, quando viene pubblicato un annuncio, sono centinaia le persone che inviano il proprio curriculum: secondo le più recenti statistiche, l’88% delle figure che si propongono non è in linea con il profilo ricercato. L’intervento dell’intelligenza artificiale fa sì che il 75% circa delle candidature sia respinto prima dell’incontro conoscitivo. In media, i dipendenti di una società impiegano 23 ore per fissare un colloquio dopo aver studiato tutti i CV pervenuti, ma questi tempi si accorciano notevolmente grazie ai bot.

Cosa ne pensano i candidati?

L’altra faccia della medaglia è rappresentata dal parere di coloro che mirano a trovare lavoro e che rispondono agli annunci. Chi si impegna a creare un curriculum curato nei minimi dettagli non è felice nel momento in cui esso non viene approvato, soprattutto se ciò accade per il contributo di una macchina. Anzi, il 70% degli individui si schiera contro l’utilizzo dell’IA nel campo delle risorse umane. L’algoritmo è estremamente efficace quando c’è bisogno di sottoporre a verifica i big data, ma molti candidati non sono entusiasti di essere valutati in questo modo.

Chi manda il CV, tra l’altro, deve essere informato sulla procedura di recruiting e sull’eventuale uso dei bot. Non è ritenuto etico che una persona sia esaminata dall’intelligenza artificiale senza saperlo: in tale questione entrano in gioco numerose tematiche fondamentali, connesse alla privacy, alla discriminazione e alla correlazione tra software e ambienti professionali. È inevitabile che la fiducia nei confronti delle aziende tenda a calare se si scopre che i leader si servono delle macchine all’insaputa del candidato. Ciò ha ricadute negative sulla popolarità della società, e ne condiziona inesorabilmente l’immagine pubblica.

Creare un curriculum per emerge nello screening dell’intelligenza artificiale 

Vi sono alcuni stratagemmi utili per coloro che rispondono a un annuncio inviando il proprio curriculum. Bisognerebbe, innanzitutto, evitare di inserire tra le pagine tabelle e grafici: simili elementi potrebbero essere male interpretati dai bot, portando questi ultimi a scartare un CV in realtà valido per quella determinata posizione. Per lo stesso motivo, è importante non iniziare la sezione dedicata alle esperienze pregresse con delle date, le quali genererebbero soltanto confusione nel programma.

Gli esperti suggeriscono di creare un curriculum in formato .doc e di fare attenzione alla scelta delle parole chiave, che favoriscono il compito delle macchine specialmente se riprendono le keywords della job description. È più probabile che l’intelligenza artificiale selezioni quei profili che sono consoni alla figura delineata nell’annuncio. È opportuno allegare una lettera di presentazione e realizzare un curriculum chiaro, conciso e coerente con quanto ricercato dall’azienda. La sezione che va maggiormente curata è quella delle soft skills: le motivazioni, le capacità di comunicazione e di relazionarsi con gli altri, la propensione al team-work e al problem solving e così via. Nel caso dei video, i bot confrontano queste informazioni con quelle desunte dal tono di voce e dall’atteggiamento della persona. Dall’incrocio dei dati dipende l’esito dello screening.

Lati positivi e negativi del processo di analisi dei curricula

Da quanto finora è stato detto, appare evidente che l’analisi dei curricula tramite IA comporta sia vantaggi sia svantaggi. Per quanto riguarda questi ultimi, il principale contro è legato al parere dei candidati e alla loro privacy: è necessario che le persone sappiano di essere valutate da una macchina, ma al contempo non tutte sono d’accordo. In più, l’intelligenza artificiale è tarata sulla base dei comportamenti umani, il che potrebbe provocare l’emulazione di una serie di pregiudizi tipici dei recruiter. Un esame dei CV da parte dei bot non è esente da discriminazioni di genere, ragion per cui gli uomini sono spesso favoriti rispetto alle donne. Questo problema, nella maggior parte delle circostanze, si presenta in maniera casuale e inconsapevole, ed è risolvibile con programmi specifici in grado di rendere i giudizi del tutto obiettivi.

I vari pro, d’altro canto, sono lampanti. L’IA passa in rassegna milioni di dati con estrema rapidità, e fa risparmiare ore di fatica e ingenti somme di denaro. Essa costituisce una preziosa alleata dei professionisti delle risorse umane, i quali possono ottimizzare al meglio le proprie giornate e ottenere risultati di gran lunga più precisi. Il mondo del lavoro, in virtù della tecnologia, può beneficiare di una maggiore efficienza, vantaggiosa tanto per le aziende quanto per i candidati stessi. Le prime, infatti, trovano più velocemente le figure giuste con una simile soluzione; i secondi non sono costretti ad attendere mesi prima di ricevere una risposta, che sia positiva o negativa.

Gli algoritmi di machine learning consentono di redigere schede candidato più approfondite, di mettere a confronto i diversi profili e di scrivere annunci dettagliati. Questo metodo, in sintesi, permette ai dipendenti di sfruttare adeguatamente tutti i mezzi a loro disposizione e di concentrarsi sull’elaborazione di valide strategie, lasciando ai bot i compiti più meccanici e di routine.