Donne rifatte: tra i 30 e i 35 anni si ricorre più spesso al bisturi

Pubblicato il 6 Settembre 2010 19:52 | Ultimo aggiornamento: 6 Settembre 2010 20:11

Tempi di Miss Italia, tempi di sospetti sui ritocchini delle ragazze in gara, che comunque ormai non scandalizzano nessuno, considerati poco più di uno strumento di lavoro da molti addetti ai lavori tra moda, spettacolo e pubblicità. A puntare il dito soprattutto altrove stavolta ci pensa il chirurgo plastico Marco Gasparotti che, diffondendo una serie di dati, afferma che a cercare il bisturi sono soprattutto le donne fra i 30 e i 35 anni, ben oltre, dunque, il limite dei 26 anni imposto dal concorso di bellezza.

Si tratta, spiega Gasparotti, di un’indagine ”condotta dal mio gruppo, nel periodo 2005-2010, su 5.000 donne che accompagnavano amiche che si rivolgevano alla nostra clinica”. Ne è emerso che il 61% delle ragazze 18-25 anni correggerebbe qualcosa del proprio corpo (aumento seno e modellamento glutei e cosce). Scende al 35% chi lo farebbe tra i 25 e i 30 anni, forse perché, ipotizza il chirurgo, si sono sposate da poco, magari neo-mamme, o sono appena entrate nel mondo del lavoro, ma la percentuale risale prepotentemente (al 73%) nella fascia 30-35 anni: ”donne in carriera che puntano a un’immagine piu’ seduttiva, che comunque entrano in competizione con le più giovani, non accettano i primi segni di stanchezza del viso, con rughine e qualche cambiamento del corpo”.

Poi, si attesta sul 40% la quota di donne che si affaccerebbero alla chirurgia estetica oltre i 35 anni, per rallentare i segni del tempo o “rimettersi in campo” dopo una separazione, perché cambiano ambiente di lavoro o hanno compagni più giovani. ”Solo il 12% – commenta il medico – accettavano il concetto che io proponevo: il fascino è più importante della bellezza”.

Certo, se così fosse, noi ”chirurghi plastici moriremmo di fame”, ma la chirurgia estetica ”spesso crea donne più insicure di prima, perché non risolve problemi di carriera, di matrimonio in crisi, di accettazione da parte dell’altro sesso”. Insomma, ”un nuovo seno non deve essere solo bello”, dietro ”ci deve essere la fierezza e la capacità di saperli valorizzare con l’intelligenza ed il carisma personale”.