“Droga, guerra fallita: legalizzare la marijuana”

Pubblicato il 2 Giugno 2011 11:25 | Ultimo aggiornamento: 2 Giugno 2011 11:39

Una pianta di marijuana

NEW YORK, STATI UNITI – La guerra globale alle droghe ha fallito ed i governi dovrebbero studiare la possibilità di legalizzare la marijuana ed altre sostanze simili, secondo le conclusioni raggiunte nel rapporto di una commissione riunitasi a New York con la partecipazione di ex-capi di stato, un ex-segretario generale delle Nazioni Unite e il miliardario britannico Richard Branson, a quanto riferisce The Huffington Post.

Il rapporto, redatto dalla Global Commission on Drug Policy e pubblicato giovedi, sostiene che ”la decennale guerra globale alle droghe ha fallito, con devastanti conseguenze per individui e società nel mondo intero”. Secondo il rapporto ”gli uomini politici e i personaggi di spicco della società dovrebbero dire pubblicamente quello che pensano in privato, e cioè che in base alle prove disponibili è dimostrato incontestabilmente che le strategie repressive non risolveranno il problema della droga e che la guerra contro le droghe non è stata vinta e non potrà esserlo”.

La commissione include l’ex-segretario dell’Onu Kofi Annan, l’ex-segretario di stato americano George Shultz, e tra gli altri l’ex-presidente della Federal Reserve Paul Volcker, ex-presidenti del Messico, del Brasile e della Colombia, gli scrittori Carlos Fuentes e Mario Vargas Llosa e l’attuale primo ministro greco. Invece di punire consumatori di droghe che secondo il rapporto ”non recano alcun danno agli altri”, il rapporto sostiene che i governi dovrebbero por fine alla criminalizzazione del consumo di droghe, sperimentare iniziative legali dirette ad indebolire le organizzazioni criminose ed offrire trattamenti curativi per i consumatori che ne hanno bisogno.

Il rapporto della commissione è particolarmente critico nei confronti degli Stati Uniti, che dovrebbero dare l’esempio nel trasformare le sue politiche anti-droga da approcci ispirati a criteri di anti-criminalità ad altri fondati sull’assistenza sanitaria e sul rispetto dei diritti umani. ”Speriamo che gli Stati Uniti comincino almeno a pensare a delle alternative”, ha dichiarato l’ex-presidente colombiano Cesar Gaviria, ”perchè allo stato dei fatti non vediamo quel Paese evolversi in maniera compatibile con gli interessi a lungo termine dei nostri Paesi”.

L’ufficio dell’incaricato dalla Casa Bianca per la lotta alle droghe, Gil Kerlikowske, ha subito definito il rapporto della commissione ”fuorviato”. E Rafael Lemaitre, portavoce dell’Office of National Drug Control, ha detto che l’assuefazione alle droghe è una malattia che può essere con successo prevenuta e curata. Ha aggiunto: rendere le droghe più disponibili – come suggerisce il rapporto – renderebbe più difficile rendere le nostre comunità più salubri e protette.

Il rapporto della commissione cita dati delle Nazioni Unite secondo cui dal 1998 al 2008 il consumo di oppiati nel mondo è aumentato del 34,5 per cento, mentre quello di cocaina è salito del 27 per cento e quello della marijuana dell’8,5 per cento.