Italiani, il 44% ostile agli ebrei. L’antisemitismo 2.0 corre online

Pubblicato il 17 ottobre 2011 15:54 | Ultimo aggiornamento: 17 ottobre 2011 15:54

ROMA, 17 OTT – Il 44 per cento, degli italiani, quasi uno su due, “manifesta opinioni ostili agli ebrei”. Lo dice un’indagine parlamentare conoscitiva sull’antisemitismo eseguita dalle Commissioni Affari costituzionali ed Esteri in collaborazione con la presidenza del Consiglio e citata da Repubblica.

L’indagine sottolinea che di questo 44 per cento, il 12 per cento è costituito da italiani propriamente antisemiti.

A differenza del passato, sottolinea Repubblica, l’antisemitismo maggiore oggi è online. Sul web vengono trasmessi messaggi antisemiti in modo “subliminale”. L’obiettivo, scrive sempre Repubblica, non è “convertire” all’antisemitismo, ma rendere l’antisemitismo socialmente accettabile alla comunità online, allontanandolo dall’abbinamento al razzismo.

Nel biennio 2008-09, dice la relazione delle Commissioni, “si è registrato in Italia un preoccupante incremento sulle piattaforme di Internet e nei social network di siti di tipo razzista: dagli 836 del 2008 si è passati a 1172 nel 2009, con un aumento del 40 per cento. In Italia, secondo la Polizia postale, sono una cinquantina i siti interamente dedicati alla diffusione dell’odio antiebraico, che pur essendo stati in passato oscurati, sono riusciti a eludere la legge italiana spostando i domini di registrazione all’estero”.

L’avvento dei social network come Facebook e Twitter ha comportato una specifica amplificazione del fenomeno che l’australiano Andrè Oboler (Chief executive officer di Zionism on the Web) ha denominato “antisemitismo 2.0” richiamando il passaggio da Web 1.0 a Web 2.0 avvenuto nel 2004 con la fondazione proprio di Facebook.

Tutto questo ha ripercussioni soprattutto tra i giovani. Secondo uno studio dell’Istituto ricerche politiche e socioeconomiche (Iard) citato da Repubblica, il 22 per cento di giovani tra i 18 e i 29 anni manifesta ostilità nei confronti degli ebrei, con dati superiori alla media per quanto riguarda i maschi, i residenti al Nord, i giovani con un livello di istruzione inferiore.