Esce raccolta mezzo secolo di saggi e articoli premio Nobel Nadine Gordimer

Pubblicato il 15 Luglio 2014 13:00 | Ultimo aggiornamento: 15 Luglio 2014 13:00
Nadine Gordimer

Nadine Gordimer

ROMA – Le passioni, le convinzioni, le letture, l’impegno e la lunga lotta di Nadine Gordimer contro il regime dell’apartheid in Sudafrica sono al centro di ‘Tempi da raccontare’, una raccolta di saggi, articoli e conferenze scritti nell’arco di mezzo secolo, che uscirà il 15 ottobre 2014 per Feltrinelli, l’editore italiano della scrittrice Premio Nobel, morta lunedi all’età di 90 anni.

Tradotto da Valeria Gattei, il libro di 200 pagine è un documento della storia politica e sociale del xx secolo e insieme quanto di più vicino ci possa essere all’autobiografia della scrittrice Premio Nobel. Il volume si apre con il primo articolo scritto dalla Gordimer per ‘The New Yorker’, nel 1954, dove racconta come sia diventata una giovane scrittrice in un paese razzista. Da questa esperienza deriva la sua personalità artistica, politica e civile, nonchè la coraggiosa presa di posizione a favore di Nelson Mandela e di altri membri dell’African National Congress negli anni della loro prigionia.

“L’atto creativo non è puro. Lo dimostra la storia. Lo pretende l’ideologia. Lo esige la società. Lo scrittore perde il suo Eden, scrive per essere letto e capisce di dover rendere conto. Lo scrittore è ritenuto responsabile”, viene sottolineato nel libro.

Oltre all’autrice di capolavori come ‘La figlia di Burger’, ‘Un mondo di stranieri’ e ‘Ora o mai più’, in ‘Tempi da raccontare’ viene fuori il grande impegno di una donna che ha combattuto per le cause della giustizia. Si riconosce lo spirito autentico dello scrittore che si assume personalmente la responsabilità di agire in nome delle cause giuste, denunciandone le violazioni ovunque si manifestino nel mondo.

Da metà degli anni cinquanta a metà del duemila, in questa raccolta la Gordimer si svela narrando di sè e ripercorrendo così la sua lunga lotta contro l’apartheid ma anche contro i pericoli della minaccia alla libertà di espressione, delle violenze etniche, delle discriminazioni, di una globalizzazione disumana.